Mazara, campagne sommerse dai rifiuti: le segnalazioni dei cittadini
In queste settimane sono arrivate, alla nostra redazione, diverse segnalazioni da parte di cittadini esasperati per lo stato in cui versano le zone periferiche e rurali del territorio mazarese e marsalese. La situazione è ormai fuori controllo e tra le zone più interessate ci sarebbero quelle di Santa Maria, San Miceli, La Ferla, Borgata Costiera e l'asse viario verso l'aeroporto di Birgi. I residenti e i proprietari dei terreni di zona denunciano una presenza invadente di immondizia di ogni genere, accumulata persino tra le barriere di protezione e il margine della carreggiata asfaltata delle strade provinciali, rendendo in molti casi persino difficoltoso o pericoloso il semplice passaggio. Diverse persone segnalano, inoltre, criticità riscontrate presso i centri di raccoltadella zona, dove sarebbero stati rifiutati materiali come vetro o indumenti usati, spingendo purtroppo soggetti poco virtuosi a disfarsi dei rifiuti nella prima traversa di campagna disponibile anziché riportarli a casa. Le conseguenze sul territorio sono pesanti sia dal punto di vista igienico-sanitario sia per l'immagine turistica della zona.
Chi percorre la direttrice Mazara-Birgi si trova di fronte a un panorama desolante, con degrado diffuso a fare da biglietto da visita per chi arriva proprio dall'aeroporto. Alla presenza inaccettabile di topi, parassiti e cattivi odori, si aggiunge un fenomeno ancora più pericoloso: la creazione di veri e propri punti di stoccaggio abusivi negli spiazzali dove i rifiuti, compresi scarti speciali provenienti verosimilmente da attività non tracciate come parti di auto e latte di pittura, vengono accumulati per poi essere incendiati durante la notte.
Le vampate e le colonne di fumo nero che ne derivano liberano nell'aria esalazioni tossiche di plastica bruciata, rendendo l'aria irrespirabile per chi vive nelle vicinanze. Nonostante le diverse segnalazioni già inoltrate dai residenti agli organi competenti, la situazione continua a versare in una fase di stallo senza che si intraveda alcuna soluzione concreta. Oltre a un indispensabile potenziamento dei controlli con impianti di videosorveglianza nelle aree più critiche, viene suggerita l'installazione strategica di cassoni metallici di grandi dimensioni in punti nevralgici come la zona di Santa Maria.
Un'operazione che permetterebbe quantomeno di contenere l'indifferenziato all'interno di contenitori idonei facilitandone il ritiro ed evitando lo scempio dell'abbandono selvaggio e dei roghi nelle campagne. Infine, si auspica una bonifica delle aree interessate.