Mazara, ancora atti vandalici: danneggiata una doccia a Tonnarella. Mancanza di senso civico (altro che "bene comune")
Ancora un episodio di inciviltà ai danni delle strutture pubbliche sul litorale di Mazara del Vallo. Nella notte una delle docce installate dal Comune sull'arenile di Tonnarella è stata danneggiata, rendendola di fatto inutilizzabile. A segnalare l'accaduto sono stati alcuni cittadini che, recatisi in spiaggia nelle prime ore della giornata, hanno constatato i danni.
Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Soltanto pochi giorni fa una sorte analoga era toccata a una doccia installata sulla spiaggia del lungomare San Vito, anch'essa collocata dall'Amministrazione comunale per offrire un servizio ai bagnanti. Anche in quel caso, a causa di una manomissione, la struttura non ha potuto essere utilizzata dai fruitori della spiaggia.
A questi episodi si aggiungono le conseguenze degli "schiticchi" e dei bivacchi notturni che, soprattutto durante la stagione estiva, interessano alcuni tratti del litorale, lasciando spesso dietro di sé rifiuti, degrado e danni alle attrezzature pubbliche.
Sarebbe però un errore cedere alla tentazione di trasformare questi fatti in una lettura politica o in una teoria tanto semplicistica quanto strumentale, sostenendo che gli autori di tali atti siano gli stessi che criticano l'operato dell'Amministrazione comunale. Non vi sono elementi per affermarlo e farlo significherebbe alimentare una narrazione fuorviante.
La riflessione, piuttosto, dovrebbe riguardare un problema ben più ampio: l'insufficiente educazione civica di una parte della popolazione. Un fenomeno che coinvolge certamente alcuni giovani, ma che non risparmia neppure gli adulti. Danneggiare un bene pubblico, sporcare una spiaggia o rendere inutilizzabile un servizio destinato alla collettività significa, prima ancora che arrecare un danno economico, mettere in discussione le regole fondamentali della convivenza civile.
Più che ricorrere all'espressione, ormai fin troppo abusata (politicamente), di "bene comune", forse sarebbe opportuno tornare a parlare di "senso civico". Perché ciò che viene leso da questi comportamenti non è soltanto una doccia o un'attrezzatura comunale, ma il rispetto dovuto agli altri cittadini e alla comunità nel suo insieme. In fondo, il primo patrimonio da preservare non è quello materiale, bensì la capacità di vivere civilmente, nel significato più ampio del termine.
Francesco Mezzapelle