Maria Angioni: il pronunciamento della Cassazione annulla i verdetti di Marsala e Palermo per false dichiarazioni ai PM
La vicenda giudiziaria che ha visto protagonista la Dott.ssa Maria Angioni, l’ex magistrato che coordinò le prime indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone a Mazara del Vallo, si chiude definitivamente. Con una sentenza pronunciata il 4 febbraio 2026, la Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le sentenze di condanna emesse in precedenza dal Tribunale di Marsala e dalla Corte d’Appello di Palermo.
L’imputazione riguardava il reato di false dichiarazioni rese ai Pubblici Ministeri. Secondo l’accusa, sostenuta dalla Procura di Marsala, la dottoressa Angioni avrebbe reso dichiarazioni non veritiere nel 2021, scaturite molto probabilmente da un paio di cattivi ricordi legati al tempo trascorso e alla complessità del caso, e riguardanti la data di installazione di una telecamera davanti l’abitazione di Anna Corona. La dott.ssa Angioni avrebbe parlato anche di una rete di protezione intorno alla famiglia allargata Pulizzi/Corona, di tentativi di depistaggio e intralcio alle indagini. Ma alcune circostanze riferite dall’ex magistrato, non avevano trovato riscontro negli atti dell’inchiesta e per tale ragione, il 4 giugno 2021 scattava un avviso di garanzia.
In sede di dibattimento, i giudici avevano ritenuto che le affermazioni dell’ex PM fossero smentite dai fatti. In particolare, era emerso che la telecamera citata era stata attivata proprio su richiesta della polizia e disattivata nel 2005 su ordine della stessa Procura. Inoltre, la tesi secondo cui la Angioni avrebbe tolto l'ascolto delle intercettazioni al Commissariato di Mazara per mancanza di fiducia, era stata contrastata da atti che dimostravano come fosse stata lei stessa ad affidare quegli incarichi.
La Suprema Corte ha però ribaltato l’esito dei primi due gradi di giudizio (condanna a un anno di reclusione, pena sospesa), accogliendo integralmente i ricorsi presentati dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Stefano Giordano e Giovan Battista Lauricella. L’annullamento senza rinvio sancisce la fine del procedimento, eliminando ogni effetto penale e procedurale senza necessità di un nuovo processo.
L’avvocato Stefano Giordano ha espresso profonda soddisfazione per il pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione, sottolineando come abbia dimostrato indipendenza di giudizio nello smontare un impianto accusatorio ritenuto viziato da gravi violazioni procedimentali (da una dichiarazione sui social dello stesso avvocato). Secondo la difesa, il processo era stato costruito per colpire chi aveva osato criticare l'operato della Polizia Giudiziaria dell'epoca, mettendo in dubbio la trasparenza delle indagini sulla scomparsa della piccola Denise.
La dichiarazione dell’avv. Stefano Giordano:
Con sentenza emessa oggi, 4 febbraio 2026, la Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le pronunce con cui il Tribunale di Marsala prima e la Corte d’Appello di Palermo poi avevano condannato la Dott.ssa Maria Angioni (l’allora sostituto procuratore della Repubblica di Marsala che nel 1994 aveva inizialmente indagato sulla scomparsa di Denise Pipitone) per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero, alla stessa ascritto in relazione alle sommarie informazioni rese nel 2021 all’allora Procuratore della Repubblica di Marsala Roberto Piscitello nell’àmbito del medesimo procedimento.
“La Suprema Corte - con ammirevole onestà intellettuale e indipendenza di giudizio - ha accolto le censure dai noi sollevate” dichiara l’Avv. Stefano Giordano del Foro di Milano, difensore della Dott.ssa Angioni unitamente all’ Avv. Giovanni Lauricella del Foro di Termini Imerese. “Il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala, con gravi violazioni procedimentali, nei confronti di colei che aveva osato mettere in dubbio la correttezza dell’operato della locale Polizia Giudiziaria è stato completamento smontato dalla Corte di Cassazione”.