Mazara, "Marenostrum", il giornalismo incontra la fotografia: grandi firme e inchieste al centro dell’ottava edizione
Il giornalismo come strumento per comprendere il presente, la fotografia come forma di memoria e testimonianza, il Mediterraneo come luogo nel quale si incontrano storie, culture e contraddizioni: è questa la cifra dell’ottava edizione di Marenostrum – Festival del Giornalismo e della Fotografia del Mediterraneo, organizzato dall’associazione I Vicoli del Mediterraneo, col patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Città di Mazara del Vallo, Camera dei Deputati, Regione Siciliana, Diocesi di Mazara, Ordine dei Giornalisti.
Un’edizione che punta soprattutto sulla qualità e sull’autorevolezza degli ospiti e che porta ancora una volta a Mazara del Vallo alcune delle voci più significative del giornalismo italiano.
Tra gli appuntamenti più attesi quello con Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e già direttore de La Stampa, che presenterà il suo libro La Sciamana sabato 24 ottobre.
Grande spazio sarà dato alla presenza delle donne nella vita pubblica e al ruolo dell'informazione nel raccontare i cambiamenti della società. Su questo tema sarà protagonista il 20 pomeriggio Marianna Aprile, giornalista e volto noto dell'informazione di La7, che a Mazara presenterà assieme a Laura Bonasera La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi. La giornalista sarà inoltre coinvolta in un incontro con gli studenti, in un percorso che il festival ha scelto di dedicare in maniera particolare alle nuove generazioni.
Un altro incontro dedicato agli studenti, condotto da Giuseppe Ciulla, sarà quello con Angelo Resta, il regista del docufilm “Cutro, 94…and more”, realizzato insieme ai giornalisti di Crotone che per primi arrivarono sulla spiaggia di Steccato di Cutro la notte della strage dei migranti.
Il cuore della manifestazione sarà quindi il giornalismo d'inchiesta, con una serie di incontri dedicati alla criminalità organizzata, alle trasformazioni di Cosa nostra e ai grandi misteri irrisolti del nostro Paese.
A confrontarsi su questi temi saranno nomi di primo piano come Salvo Palazzolo, giornalista de la Repubblica da anni impegnato sulle inchieste di mafia, e Maurizio De Lucia, procuratore della Repubblica di Palermo. Insieme, sabato 24, affronteranno il tema delle trasformazioni di Cosa nostra, dalle stragi ai nuovi strumenti attraverso i quali il potere criminale continua a muoversi, a partire dal libro La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin. Cosa nostra oggi.
La memoria delle grandi vicende italiane sarà invece al centro della proiezione di “Magma. Mattarella, il delitto perfetto”, il docufilm di Giorgia Furlan in programma venerdì 23, dedicato all'assassinio di Piersanti Mattarella e ai misteri che ancora circondano una delle pagine più oscure della storia politica siciliana. Un'occasione per riaprire una riflessione su una vicenda nella quale mafia, politica e poteri occulti si intrecciano e sulla quale il giornalismo d'inchiesta continua a interrogarsi. Nel panel che ne seguirà, che racconterà cinquant’anni di misteri italiani, oltre alla Furlan, i protagonisti saranno Giacomo di Girolamo, Lucio Luca con il suo ultimo libro sul tema, il procuratore di Gela Salvatore Vella e Attilio Bolzoni, firma storica del giornalismo italiano e voce narrante del docufilm.
Il tema della memoria e della ricerca della verità attraverserà anche altri appuntamenti della manifestazione, con la presentazione di libri, documentari e testimonianze che riportano al centro il ruolo del giornalista non soltanto come cronista degli avvenimenti, ma come interprete della realtà e, soprattutto, come custode della memoria collettiva. Giovedì 22 l’appuntamento in seminario con la presentazione dell’ultimo libro di Giacomo di Girolamo ed a seguire il panel #faccealmuro, Mediterraneo e solidarietà.
In questo percorso si inserisce il Premio “Maria Cristina Gallo” per il Giornalismo d’inchiesta, uno dei momenti qualificanti dell’edizione 2026, che intende rendere omaggio alla memoria di una donna che ha saputo trasformare il dolore personale in una battaglia civile per la verità e la tutela dei diritti.
«Intitolare questo premio a Maria Cristina Gallo» dichiara il Direttore del festival Roberto Rubino, «significa custodire e trasmettere un esempio di coraggio, dignità e impegno civile. La sua storia ci ricorda quanto sia fondamentale non arrendersi di fronte alle ingiustizie e quanto la denuncia pubblica possa diventare uno strumento di consapevolezza e cambiamento. Maria Cristina ha avuto la forza di portare alla luce una vicenda che riguardava la sua vita, ma che ha finito per coinvolgere un'intera comunità e richiamare l'attenzione del Paese.
Con questo premio vogliamo onorare la sua memoria e riaffermare il valore di un giornalismo libero, rigoroso e capace di indagare là dove è necessario fare chiarezza, dare voce ai più fragili e richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. Perché la verità non è soltanto un diritto: è anche una responsabilità collettiva», che prosegue: «Ma Marenostrum non sarà soltanto giornalismo. Come nelle precedenti edizioni, la fotografia avrà un ruolo di primo piano, attraverso mostre, reportage e iniziative dedicate alla capacità delle immagini di raccontare persone, territori e trasformazioni sociali.».
Un momento importante del Festival, che ha anche uno sguardo sull’attualità, sarà il collegamento da Tel Aviv con i giornalisti Nello Scavo e Lucia Goracci, inviati in Israele per seguire le elezioni del 27 ottobre. Previsto anche un reading teatrale di Sofia Muscato il 7 novembre e la presentazione del libro della giornalista Lidia Tilotta l'indomani.
Il coinvolgimento delle scuole, con gli studenti che saranno protagonisti di un percorso fatto di incontri, visite alle mostre e laboratori di giornalismo e fotografia, sarà un punto focale di questa edizione. L'obiettivo è avvicinare i ragazzi al linguaggio dell'informazione e dell'immagine, offrendo loro la possibilità di confrontarsi direttamente con professionisti e protagonisti del settore.
Le mostre fotografiche saranno esposte al Collegio dei Gesuiti, nella ex chiesa di San Bartolomeo e al seminario vescovile.
Marenostrum si conferma così come uno spazio di incontro tra generazioni e linguaggi diversi, nel quale il giornalismo incontra la fotografia, la memoria incontra l'attualità e il Mediterraneo diventa ancora una volta lo sfondo di una riflessione più ampia sulla società contemporanea
In allegato il programma completo dell'ottava edizione, con tutti gli appuntamenti, gli incontri, le mostre e le iniziative collaterali.
Comunicato stampa