LLC di Trapani. Gestione riserve, Quinci : «Così non va, superare i limiti finanziari e di personale»

Redazione Prima Pagina Mazara

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del Presidente del Libero Consorzio Comunale di TrapaniSalvatore Quinci sulla gestione delle Riserve di competenza dell'Ente: Stagnonedi Marsala, Bosco d'Alcamo e Foce del Fiume Belice e dune limitrofe.

“Le Riserve Naturali, così come sono, non vanno. Mi riferisco alle Aree Protettegestite dal Libero Consorzio Comunale di Trapani: Stagnone, Bosco d'Alcamo e Focedel Fiume Belice. C'è un problema di gestione che l'Ente intende assumersi fino infondo e non soltanto perché fa parte delle sue competenze. Il governo delle Riservedà garanzie di sicurezza, di tutela del territorio e di qualità della vita. Il nostroimpegno è costante ma nello stesso tempo fiaccato dalle contraddizioni di legge cherallentano l'attività amministrativa: in particolare la scarsa, a volte proibitiva, capacitàdi assumere, che è chiamata anche a valicare un muro insormontabile, quello dellerisorse finanziarie.

L'indirizzo politico del Libero Consorzio è di aggiornare, con gliUffici e con l'esperto Roberto Fiorentino, le condizioni, certo mutanti, delle nostre treRiserve. L'input è di dare seguito, nel più breve tempo possibile, ad uno screeningcomplessivo per ogni singola area protetta: personale, funzioni, accordi con altri Entie con le associazioni e quant'altro. Un lavoro che dovrà consegnarci un quadrodettagliato per aprire una nuova fase progettuale. Una Riserva si gestisce, si governa,ma soprattutto va proiettata verso una prospettiva di sviluppo.

Con l'ausilio dellenecessarie competenze dovrà essere costruito un piano di sistema per metterle a rete,per poter raccontare una narrazione del nostro territorio senza compartimenti stagno.Serve, al contrario, una strategia di vasi comunicanti. Progetto e prospettive dicrescita saranno indirizzati all'Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente. LaRegione è una protagonista che ha scelto di fare la comparsa, lasciando spesso spazioall'indifferenza ed in qualche caso al silenzio. Una scelta che si sta dimostrandoperdente e che ha radici storiche da non confondere con la scorciatoia della polemicapolitica.

C'è ben altro da discutere. I progetti e le strategie di sviluppo hannosicuramente bisogno di risorse – e siamo pronti a chiederle con forza, ma anche congrande senso di responsabilità – ma non sono ultimative, neanche decisive. IlGoverno siciliano deve dirci come punta ad inserire le aree protette nelle sue politicheambientali e turistiche. Serve una regia senza i limiti della logica dell'emergenza odelle soluzioni tampone. Risulta indispensabile per potenziare gli interventi diprevenzione e di difesa dei territori, per sedimentare un'autentica cultura ambientale eper formare una nuova sensibilità sociale.

Regia che, con carte e documenti allamano, proporrò all'Assessorato per le nostre tre Riserve e che potrà fare da apripistaper tutto il patrimonio ambientale protetto della Sicilia”