Le reti dei pescatori mazaresi diventano scudo salvavita in Ucraina

Redazione Prima Pagina Mazara

La solidarietà delle marinerie italiane ha assunto una forma concreta e inaspettata: la donazione di tonnellatedi reti da pesca per proteggere la popolazione e le infrastrutture ucraine dalla minaccia costante dei droni. Negli ultimi mesi, grazie al coordinamento di Federpesca e al supporto del Ministero, le marinerie italianehanno risposto a un appello per la fornitura di materiale necessario a contrastare i droni FPV e Shahed, chesorvolano i cieli ucraini. Sono state donate circa 30 tonnellate di reti e altre 30 sono state reperiterecentemente, tutte destinate all'Ucraina tramite il meccanismo di protezione civile dell'Unione Europea. Santino Asaro, Vicepresidente Nazionale di Federpesca, ha sottolineato il ruolo fondamentale degliarmatori che hanno aderito con slancio all'iniziativa.

Questo gesto trasforma strumenti di lavoroquotidiano in presidi di sicurezza, confermando l'impegno sociale del settore ittico. Tra le realtà che hanno risposto con maggiore solerzia e partecipazione figura la marineria di Mazara delVallo. Molte delle reti raccolte provengono proprio da questo centro siciliano, da tempo riconosciuto per lasua profonda identità marinara e per una straordinaria capacità di solidarietà. In città come Kramatorsk e in molte aree vicine al fronte, l'utilizzo delle reti è diventato un elemento disopravvivenza.

Le trame di nylon, una volta utilizzate per la pesca, vengono oggi stese a protezione di stradee palazzi, creando uno scudo capace di impedire ai droni di colpire direttamente mezzi e persone. Lanecessità di una costante manutenzione e sostituzione di queste barriere rende il contributo delle marinerieeuropee, e in particolare di quelle italiane, una risorsa vitale per la protezione dei civili e dei militari in uncontesto segnato da un conflitto devastante. Sulla questione è stato mandato in onda un servizio del TG1, ecco il link: https://www.rainews.it/notiziari/tg1/video/2026/06/Tg1-ore-2000-del-10062026-4ff85c00-a41f-4732-910d-20282cebae02.html  (dal minuto 15). 

Foto di copertina dal servizio del tg1.