Il Tribunale di Marsala assolve l'ispettore di Polizia Municipale mazarese Vito Reina
Il Tribunale di Marsala, sezione penale, in composizione monocratica, in occasione dell’udienza dello scorso 16 febbraio, ha assolto dal reato di calunnia Vito Reina, mazarese, 56 anni, sindacalista, ispettore della Polizia Locale di Mazara del Vallo, difeso dagli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo. Il Pubblico Ministero aveva richiesto una condanna a due anni di reclusione.
Vito Reina nel dicembre 2023, all’epoca dipendete del Comune di Mazara del Vallo, aveva sporto denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Marsala, per il reato di omissioni di atti d’ufficio nei confronti Maria Stella Marino dirigente del secondo settore gestione delle risorse dell’Ente.
In querela il Reina riferiva di non avere mai avuto risposta alle sue istanze del 29 novembre 2023, 10 gennaio 2023 e 27 febbraio 2023, volte alla trasmissione dei cedolini paga.
La pubblica accusa riteneva che il Reina avrebbe artatamente taciuto che risposta alla sua istanza gli era stata notificata con nota del Comune di Mazara del Vallo numero 1057 del 02 marzo 2023 e che la documentazione richiesta gli era stata inoltrata alla casella mail istituzionale in data 06 marzo 2023. Da qui il rinvio a giudizio del Reina per il reato di calunnia.
Ebbene, nel processo gli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo hanno dimostrato che alcuna notifica era mai stata effettuata al dipendente Vito Reina e che questi non aveva neppure potuto accedere alla mail istituzionale in quanto non gli erano mai state consegnate le relative credenziali. Ciò anche sulla scorta della consulenza tecnica disposta dalla Procura con il perito informatico ingegnere Giovanni Casano il quale non ha evinto accessi da parte del Reina e le mail in entrata presenti nell’account istituzionale non risultavano come lette. Inoltre il consulente del Pubblico Ministero ha anche accertato che l’ultimo messaggio di posta elettronica letto da quell’account risaliva al giorno 8 luglio 2019.
I difensori di Vito Reina hanno quindi rilevato come la mancata consegna delle credenziali (password) al Reina da parte dell'amministrazione, quindi l’impossibilità di quest’ultimo di accedere e gestire la propria casella pec istituzionale, trovi fondamento nel principio della mancanza dell'elemento soggettivo, segnatamente dolo o colpa, nella condotta dell’imputato.
Al dipendente non era mai stata fornita la password, con la conseguenza che non sussiste la colpa nel non aver egli preso visione di comunicazioni pec, in quanto impossibilitato ad accedere al sistema. Semmai sarebbe configurabile una responsabilità dell'amministrazione, quale datore di lavoro pubblico, che avrebbe dovuto fornire al dipendente Reina gli strumenti e le credenziali necessarie per espletare le proprie funzioni. In relazione a questa ultima circostanza – affermano gli avvocati Consentino e Rizzo – solleciteremo il Pubblico Ministero a richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari, ai sensi dell’articolo 414 c.p.p., la riapertura delle indagini connesse alla querela a suo tempo sporta dal nostro assistito e saranno intraprese le opportune azioni, anche risarcitorie, volte alla tutela del Reina che ha dovuto subire un processo penale nonostante fosse tecnicamente impossibilitato ad accedere alla propria pec istituzionale esclusivamente a causa di una omissione del Comune di Mazara del Vallo.