I magnifici quattro di Mazara: l'eccellenza che unisce Jazz e Musica da Camera

Redazione Prima Pagina Mazara

Mazara del Vallo non è solo una città di mare, storia e culture che si incrociano; è anche una straordinaria fucina di talenti musicali. Quando pensiamo alle eccellenze artistiche che portano il nome della città in giro per il mondo, quattro nomi spiccano con una luce del tutto particolare. Arabella Rustico, Fabrizio Mocata, Giuseppe Sinacori e Fabio Crescente rappresentano l'orgoglio mazarese nel panorama musicale contemporaneo. Questo straordinario quartetto ideale incarna la perfetta sintesi tra l'energia improvvisativa del Jazz e la rigorosa eleganza della Musica da Camera. Scopriamo le traiettorie uniche di questi quattro ambasciatori della nostra terra.

Arabella Rustico. Giovane, eclettica e dotata di un talento magnetico, Arabella rappresenta la nuova generazione d'oro del jazz italiano. Classe 2000, ha saputo conquistare i palcoscenici internazionali sdoppiandosi con incredibile naturalezza tra il ruolo di contrabbassista e quello di cantante. Già laureata al Conservatorio di Palermo, è stata scelta da giganti della musica come Mario Biondi (per il tour Crooning) e Tosca Donati, calcando i palchi di festival mondiali in Corea del Sud e Colombia. Con la sua voce vellutata, aggiungerebbe al gruppo una componente lirica e un groove (ritmo) fresco, capace di legare la tradizione melodica alle sperimentazioni più moderne.

Fabrizio Mocata. Pianista, compositore e arrangiatore di livello internazionale, Fabrizio Mocata ha trascorso l'infanzia a Mazara prima di completare la sua formazione a Firenze, dove si è diplomato in pianoforte classico e jazz. La sua cifra stilistica è un viaggio continuo che unisce la Sicilia a Buenos Aires. Candidato ai prestigiosi Latin Grammy Awards per il disco Tangos cruzados (accanto all'armonicista Franco Luciani), Mocata è l'unico italiano regolarmente invitato come solista nei più grandi festival di tango e jazz del mondo (Granada, Montevideo, Berlino). Essendo un maestro della contaminazione e avendo vinto concorsi internazionali di musica da camera, Mocata al pianoforte garantirebbe l'ossatura armonica ideale, portando nell’ipotetico quartetto quella passionalità e quella precisione formale tipiche del suo stile.

Giuseppe Sinacori. Chitarrista e polistrumentista radicato nel territorio e nell'anima della provincia trapanese, Giuseppe Sinacori incarna la passione pura per le corde. Musicista dal percorso di vita profondo, intenso e non convenzionale, ha fatto della ricerca sonora la sua vocazione. Noto per le sue collaborazioni nel tessuto artistico siciliano, Sinacori esplora le sfumature della chitarra e del contrabbasso, muovendosi tra performance live intime ed espressioni musicali che toccano corde spirituali e umane profonde. La sua chitarra offrirebbe al quartetto un contrappunto perfetto, creando ponti ideali tra i virtuosismi del pianoforte e le frequenze profonde dei contrabbassi, arricchendo l'ensemble di calore acustico tipicamente mediterraneo.

Fabio Crescente. Parlare di Fabio Crescente significa evocare un vero e proprio pilastro della didattica e dell'esecuzione musicale in Sicilia. Contrabbassista, bassista e compositore, Crescente unisce la cattedra del Conservatorio di Palermo alle pedane dei festival più prestigiosi. Colonna portante della storica dinastia musicale mazarese (legata alla Scuola di Musica Crescente attiva fin dal 1947), ha recentemente coordinato importanti progetti internazionali (come il progetto MUSIC4D presentato persino al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York). La presenza di due contrabbassi (Crescente e Rustico) non sarebbe un doppione, ma un punto di forza unico: Crescente garantirebbe l'ancoraggio classico, la direzione strutturale e la sapienza cameristica, permettendo ad Arabella di liberare la voce e le incursioni solistiche.

Un quartetto così composto saprebbe abbattere i confini tra i generi: l'eleganza formale della musica da camera si fonderebbe con la libertà espressiva del jazz. Quattro storie diverse, quattro generazioni e percorsi che si incrociano, ma un unico, fortissimo cordone ombelicale: l'orgoglio e l'anima di Mazara del Vallo.  

Salvatore Giacalone