Formazione in Sicilia, Messina (Confial): «Lavoratori costretti a rinunciare alle ferie e senza certezze sugli stipendi»
Formazione professionale in Sicilia. Giuseppe Messina (Confial): "Non si può chiedere ai lavoratori di rinunciare alle ferie e lavorare senza alcuna certezza sulla retribuzione".
La riunione convocata oggi dall'Assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione Professionale sulla predisposizione del nuovo Avviso n. 34 lascia emergere un quadro di forte preoccupazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori della formazione professionale siciliana.Confial prende atto del nuovo cronoprogramma illustrato dall'Amministrazione regionale, ma non può non evidenziare le pesanti ricadute che esso determinerà sul personale degli enti accreditati.La finestra prevista dal 18 al 25 agosto per la presentazione delle istanze costringerà infatti migliaia di lavoratori a garantire attività amministrative, di orientamento, accoglienza e organizzazione proprio nel periodo tradizionalmente destinato alle ferie estive, comprimendo un diritto contrattualmente garantito senza che vi sia alcuna certezza circa l'effettivo avvio delle attività e, soprattutto, sulla regolare corresponsione delle retribuzioni.Non è accettabile che ai lavoratori venga chiesto un ulteriore sacrificio senza che il Governo regionale sia in grado di offrire le necessarie garanzie amministrative e finanziarie.La proposta illustrata nel corso dell'incontro, che prevede l'avvio dei percorsi formativi sotto la responsabilità degli enti, desta ulteriore preoccupazione.
Non è pensabile chiedere agli enti di assumersi rischi che competono alla pubblica amministrazione e, conseguentemente, pretendere che i lavoratori inizino la propria attività senza sapere se e quando potranno essere regolarmente retribuiti.Confial esprime, al contrario, pieno apprezzamento nei confronti del Servizio Gestione del Dipartimento dell'Istruzione, che nei mesi scorsi aveva svolto un importante e qualificato lavoro di programmazione, fondato sull'analisi dei fabbisogni territoriali e delle iscrizioni presenti nel sistema SIDI.
Quel lavoro aveva consentito di predisporre un Avviso n. 33 rispettoso delle tempistiche necessarie ad assicurare il regolare avvio dell'anno formativo, offrendo certezze agli enti, ai lavoratori e agli studenti.È quindi evidente che le criticità che oggi investono il sistema non derivano dall'operato degli uffici regionali, ma dalle successive scelte politiche che hanno portato al ritiro di quell'impianto, determinando un inevitabile slittamento delle procedure e un clima di profonda incertezza.Scelte politiche pesanti che hanno impedito finora agli allievi di due annualità di frequentare e conseguire il diploma di quarto anno, danneggiando la chance di poter proseguire il quinto anno o di immettersi nel mondo del lavoro.
Una scelta politica inspiegabile decide di non volere utilizzare le economie liberate per finanziare per l'appunto i percorsi formativi di quarto anno.Confial condivide la posizione espressa dalle organizzazioni datoriali nel ritenere che il diritto allo studio debba essere garantito dalle istituzioni e che tale responsabilità non possa essere trasferita sugli enti di formazione né, tantomeno, sui lavoratori.Per queste ragioni il sindacato seguirà con la massima attenzione l'evolversi della situazione ed è disponibile a partecipare a un tavolo di crisi con le organizzazioni datoriali per individuare ogni iniziativa utile a salvaguardare l'occupazione, il rispetto dei diritti contrattuali e la certezza delle retribuzioni.