Documento degli studenti del Liceo "Adria-Ballatore". "In piazza per la sicurezza e per una sede unica"

Redazione Prima Pagina Mazara

Gli studenti del Liceo "Adria-Ballatore", riuniti stamattina avanti alla sede di via Oriani per chiedere sicurezza negli edifici scolastici e una soluzione definitiva al problema della frammentazione dell'istituto in tre sedi. hanno redatto un documento attraverso il quale i rappresentanti degli studenti dichiarano:  

"La mobilitazione nasce dopo l'episodio di ieri, quando un infisso si è staccato all'interno della sede di via Santa maria delle Giummare, mettendo a repentaglio diverse studentesse. Un fatto che, per fortuna, non ha avuto conseguenze più gravi, ma che i ragazzi non intendono liquidare come un caso isolato. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di peggio per vedere un intervento. Andare a scuola non deve significare correre un rischio.

Una scuola divisa in tre sedi.  Alla questione della sicurezza si affianca un problema che gli studenti denunciano da anni: la suddivisione del liceo in tre sedi distinte. Una condizione che, a loro avviso, ha un impatto concreto sulla vita scolastica quotidiana: spostamenti tra un plesso e l'altro, difficoltà organizzative, spazi non sempre adeguati e un senso di comunità scolastica indebolito.

"Ci è stato detto più volte che la situazione è provvisoria", spiegano i ragazzi. "Ma una provvisorietà che dura anni non è più tale. Chiediamo tempi certi, un impegno ufficiale e un cronoprogramma chiaro per una sede unica, sicura e adatta a ospitare tutti gli studenti."

Le richieste degli studenti. Gli studenti rivolgono alle istituzioni competenti, Comune e Libero Consorzio, alle quali spetta la gestione degli edifici scolastici, le seguenti richieste:

Il sostegno della politica. Sulla vicenda si sono espresse diverse figure politiche del territorio, che hanno manifestato preoccupazione per l'accaduto e sollecitato verifiche immediate sulle condizioni degli edifici, oltre a un confronto urgente tra gli enti coinvolti per chiarire competenze e responsabilità. Una sensibilità che gli studenti accolgono con favore, ma che chiedono si traduca presto in atti concreti.

Un messaggio alla città. "Questa protesta non è contro nessuno, ma per qualcosa: il diritto di studiare in un ambiente sicuro e dignitoso", concludono gli studenti. "Siamo pronti al dialogo, ma vogliamo risposte concrete. Continueremo a mobilitarci finché non le avremo."