Campobello, Amministrative, corsa aperta tra candidati e alleanze in costruzione
Si avvicina l’appuntamento con le elezioni amministrative del 2026 a Campobello di Mazara, previste per il 24 e 25 maggio (non vi sarà ballottaggio in quanto si voterà con il sistema maggioritario vigente per i Comuni al di sotto dei 15mila abitanti) , e il clima politico locale appare già particolarmente acceso. Il quadro che emerge è quello di una competizione dinamica, segnata da una forte frammentazione e da un continuo lavoro di tessitura tra partiti e liste civiche. Al momento, la sfida per la carica di sindaco vede in campo tre candidati, sostenuti da coalizioni ampie e in fase di definizione.
Il primo ad ufficializzare la sua candidatura a sindaco è stato Daniele Mangiaracina (al centro in foto), già sindaco dal 2001 al 2006, espressione della coalizione Rinascita Campobellese, che raccoglie diverse forze politiche e civiche: "Alternativa Civica", "Orizzonti Comuni", Forza Italia (espressione della Segreteria provinciale guidata da Toni Scilla), quella parte di Fratelli d'Italia che fa capo al deputato regionale Giuseppe Bica riunita nel gruppo "Campobello 5.0", e il partito " Azione".
Successivamente è arrivata la candidatura di Giuseppe Stallone (a sx in foto), medico, sostenuto da una vasta aggregazione di movimenti civici e partiti del territorio. Il suo schieramento si distingue per ampiezza e radicamento, con numerose componenti locali coinvolte: "Campobello Nuova", "Futuristi", "Azzurri per Campobello", "Noi Moderati", "Generazione Futura", "N.O.I.", "Noi per Campobello" e "Libertas Democrazia Cristiana"
La terza candidatura, in ordine cronologico, è stata quella di Piero Di Stefano (in foto a dx), attuale presidente del Consiglio comunale, con una lunga esperienza nelle istituzioni cittadine. La sua candidatura si inserisce nel solco della coalizione che ha sostenuto l’attuale sindaco Giuseppe Castiglione, il cui possibile terzo mandato era legato all’approvazione (non avvenuta) del disegno di legge sugli Enti Locali all’Assemblea Regionale Siciliana. A supporto di Di Stefano si schierano partiti come Democrazia Cristiana, Unione di Centro e Fratelli d’Italia, insieme a diverse liste civiche.
Nonostante le candidature già definite, il quadro resta fluido: le alleanze sono ancora in fase di assestamento e non si escludono ulteriori sviluppi. In questo scenario si inserisce anche l’iniziativa del Movimento 5 Stelle, che sta lavorando alla costruzione di una coalizione progressista e di sinistra. L’obiettivo è quello di coinvolgere forze politiche come il Partito Democratico e diverse realtà civiche in un progetto condiviso. Attraverso un appello rivolto a cittadini, associazioni e gruppi locali, il Movimento punta a creare un’alternativa inclusiva, basata sulla partecipazione e su un programma comune. Tuttavia, questa area politica appare ancora in fase di definizione e resta da capire se riuscirà a presentarsi compatta all’appuntamento elettorale.
Nel complesso, la situazione politica a Campobello di Mazara è in pieno fermento. Se da un lato si delineano candidature solide e coalizioni già strutturate, dall’altro proseguono le trattative per ampliare gli schieramenti, soprattutto nel campo progressista. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire gli equilibri definitivi e capire se emergeranno nuove alleanze o ulteriori candidati. La sensazione è che la competizione elettorale sarà aperta e combattuta, con esiti tutt’altro che scontati, con possibili sorprese e colpi bassi...
Quelli appena trascorsi sono stati per la cittadina anni molto complessi, a parte le vicende politiche-ammnistrative legate alla grave situazione finanziaria, anche la ribalta delle cronache nazionali a seguito della cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro che nella stessa Campobello aveva il suo covo (anzi forse più di uno) vivendo indisturbato grazie ad una fitta rete di complici. Una macchia nella sua storia che la Città, la gran parte buona della cittadinanza, vuol certamente cancellare.
Francesco Mezzapelle