“Anch’io” il libro di Sofia Perrone che parte da Mazara e racconta le piccole storie in cui riconoscersi

Redazione Prima Pagina Mazara

Parte dal porto di Mazara del Vallo, tra il rumore dei pescherecci, il vento, le reti bagnate e quei dettagli quotidiani che spesso passano inosservati. È da qui che prende idealmente il via Anch’io, il libro di Sofia Perrone, edito da Bookabook.

Il libro sarà pubblicato ufficialmente l’8 ottobre 2026 e da quella data sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia e su Amazon. Prima ancora dell’uscita, Anch’io ha superato le 250 copie preordinate attraverso la campagna di crowdfunding di Bookabook.

Non un romanzo tradizionale, né un manuale o un diario in senso stretto. Anch’io è una raccolta di esperienze, riflessioni e frammenti di vita che attraversano alcuni dei passaggi più comuni del diventare adulti: partire da casa, vivere da fuorisede, costruire e perdere amicizie, affrontare le incertezze del lavoro, confrontarsi con le aspettative su se stessi, con l’amore, la famiglia, la solitudine e il rapporto con il luogo da cui si proviene.

Alla base del libro c’è una convinzione semplice della stessa autrice: "non serve avere una vita straordinaria per avere qualcosa da raccontare". Sono spesso le esperienze apparentemente più normali quelle capaci di farci riconoscere maggiormente nelle storie degli altri. Ed è proprio da qui che nasce il titolo.

"Per molto tempo ho pensato che per raccontare qualcosa valesse la pena avere una vita straordinaria. Poi ho capito che succede spesso il contrario: sono le cose più normali quelle in cui ci riconosciamo di più. Raccontando alcune esperienze mi sono sentita rispondere tante volte semplicemente “anch’io”. Se questo accadrà anche leggendo il libro, allora avrà raggiunto il suo scopo» -spiega Sofia Perrone (in foto mostrando il suo libro).

Quel semplice “anch’io” diventa così il filo che tiene insieme il libro: il momento in cui un’esperienza molto personale smette di appartenere soltanto a chi la racconta e diventa un punto di contatto con qualcun altro.

Mazara del Vallo occupa un ruolo importante nel racconto. Il libro si apre con il porto della città e torna più volte sul rapporto dell’autrice con il luogo in cui è cresciuta: il desiderio di partire, gli anni trascorsi lontano e poi il ritorno, accompagnato dalla scoperta di poter osservare le stesse strade con occhi diversi.

Nel capitolo dedicato a Mazara, la città diventa anche simbolo di una scelta: dopo aver vissuto altrove, provare a restare non per rassegnazione, ma con il desiderio di costruire qualcosa nel territorio dal quale si è partiti.

Il messaggio di Anch’io non è quello di offrire risposte definitive o indicare una strada da seguire. Al contrario, il libro racconta anche il diritto di non sapere ancora tutto, di sentirsi sospesi, di cambiare direzione e di vivere periodi in cui sembra che gli altri abbiano già trovato il proprio posto mentre noi stiamo ancora cercando il nostro.

Sofia Perrone, 26 anni, è cresciuta a Mazara del Vallo. Negli anni ha vissuto anche a Bologna e Parma, dove ha studiato e sperimentato per la prima volta la vita da fuorisede, tra indipendenza, nuove relazioni e momenti di smarrimento. Ha maturato inoltre esperienze nel mondo della comunicazione e dell'imprenditorialità, diventando co-founder di una startup: un percorso che nel libro ripercorre attraverso gli entusiasmi iniziali, le difficoltà e ciò che resta anche quando un progetto si conclude. La scrittura, però, è rimasta il filo più costante del suo percorso: uno spazio in cui osservare, mettere ordine e trasformare episodi individuali in storie nelle quali anche qualcun altro possa riconoscersi.

Nelle ultime pagine del libro il senso del percorso ritorna ancora una volta al titolo: non serve avere necessariamente una meta precisa, ma scoprire che paure, attese, cadute e piccoli momenti di felicità che sembravano soltanto nostri appartengono, in forme diverse, anche agli altri. E che a volte basta riconoscersi nella storia di qualcuno per sentirsi un po’ meno soli.