Alle Cave di Cusa il gran finale di Teatri di Pietra nella provincia di Trapani

Redazione Prima Pagina Mazara

Il viaggio di Teatri di Pietra Sicilia 2026 nella provincia di Trapani raggiunge la sua tappa conclusiva spostandosi alle Cave di Cusa, il suggestivo complesso monumentale da cui, nell'antichità, venivano estratti i grandi blocchi destinati alla costruzione dei templi di Selinunte. In questo straordinario paesaggio sospeso nel tempo, dal 3 al 5 settembre, il festival propone gli ultimi tre appuntamenti del cartellone provinciale, trasformando ancora una volta un luogo della memoria in uno spazio di incontro tra teatro, mito e linguaggi contemporanei.

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00. I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Parco Archeologico, sui circuiti Liveticket e CoopCulture; informazioni su www.teatridipietra.it.

Ad inaugurare la programmazione, giovedì 3 settembre, sarà "Andromeda e Perseo. Come l'amore fu più forte, almeno in principio, della morte", scritto e diretto da Gianfranco Perriera, con Ernesto Maria Ponte e Clelia Cucco. Lo spettacolo rilegge uno dei racconti più celebri della mitologia greca, trasformando la vicenda dell'eroe che salva Andromeda in una riflessione poetica sull'amore, sul destino e sulla fragilità della condizione umana. Attraverso una scrittura intensa e una narrazione capace di intrecciare leggerezza e profondità, il mito diventa occasione per interrogarsi sul rapporto tra vita e morte, sul coraggio delle scelte e sulla forza dei legami che attraversano il tempo.

Il 4 settembre sarà protagonista "Pinocchio. Anatomia di un seme ostinato", originale rilettura del capolavoro di Carlo Collodi interpretata da Sergio Vespertino. Lo spettacolo supera la dimensione della fiaba per raccontare il percorso di crescita di Pinocchio come metafora dell'esistenza umana: un viaggio fatto di errori, cadute, desiderio di libertà e continua ricerca della propria identità. Attraverso ironia, poesia e una forte capacità narrativa, Vespertino restituisce nuova profondità a uno dei personaggi più amati della letteratura italiana, offrendo una lettura capace di parlare tanto agli adulti quanto ai più giovani.

A chiudere il cartellone trapanese, sabato 5 settembre, sarà "Eurydice", nuova drammaturgia firmata da Filippa Ilardoed Elisa Di Dio, che sceglie di raccontare il celebre mito di Orfeo ed Euridice ribaltandone il punto di vista. Al centro della scena non c'è più l'eroe che discende negli inferi, ma la voce di Euridice, protagonista di un racconto che riflette sul desiderio, sulla memoria, sull'assenza e sulla possibilità di scegliere il proprio destino. Teatro, musica e movimento si fondono in una partitura scenica contemporanea che rinnova uno dei miti fondativi della cultura occidentale, offrendo al pubblico una prospettiva inedita e profondamente attuale.

Con gli spettacoli delle Cave di Cusa si conclude il percorso di Teatri di Pietra Sicilia 2026 nella provincia di Trapani, dove il festival ha attraversato il Tempio di Hera di Selinunte e uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo, costruendo un dialogo costante tra patrimonio storico, paesaggio e creazione artistica contemporanea. Un itinerario che conferma la vocazione del progetto a restituire nuova vita ai luoghi della memoria attraverso il teatro, la musica e la danza. «Ogni luogo custodisce una storia che il teatro può riportare alla luce senza alterarne l'identità – afferma il direttore artistico Aurelio Gatti –. È questo il senso più profondo di Teatri di Pietra: abitare gli spazi della memoria con il rispetto di chi li ascolta e con l'immaginazione di chi continua a costruire nuove narrazioni, affinché il patrimonio culturale diventi esperienza viva e condivisa.»

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