Manchette Tippi

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Sport, Tre atleti dell'Atletica Mazara alla Maratona di Boston del 17 aprile

Salvatore Ampola Fabio Bocchetta Salvatore PiccioneSalvatore Ampola, Fabio Bocchetta e Salvatore Piccione hanno rappresentato l'ASD G.S. Atletica Mazara ai nastri di partenza della mitica Maratona di Boston che si è corsa il giorno di Pasquetta. Arrivata alla 121^ edizione è la maratona più antica al mondo, oltre ad essere una delle più prestigiose. Tristemente balzata all'onore delle cronache anche in seguito all'attentato del 2013, la Boston Marathon si disputa tradizionalmente il terzo lunedì di aprile, in concomitanza con il Patriot's Day, il giorno dell'anniversario dell'inizio della Rivoluzione americana, scoppiata il 19 aprile 1775.

Un'impresa indimenticabile per i tre atleti mazaresi che hanno condiviso queste emozioni con circa 36mila partecipanti provenienti un po' da tutto il mondo tra cui 176 italiani. “Correre per oltre 42 km incoraggiati da migliaia di persone che affollano le strade di Boston, è una delle cose più emozionanti di questa gara, maratona molto tecnica con sali e scendi continui” è stato il commento unanime dei tre mazaresi che hanno concluso la gara meritando una medaglia che ha sicuramente un valore particolare. Salvatore Ampola ha tagliato il traguardo in 3h 44' 51”, Fabio Bocchetta in 3h 55' 17”, Salvo Piccione, arrivato alla sua 165^ maratona, in 4h 03' 38”.
Inserita tra le sei Abbott World Marathon Majors, ovvero nel novero delle “largest and most renowned marathons in the world” assieme a quelle di Tokyo, Londra, Berlino, Chicago e New York City, la gara rappresenta senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti per quanto riguarda il podismo mondiale.
La storica manifestazione, la cui prima edizione della maratona risale al 1897, con 18 iscritti e solamente atleti locali come partecipanti, nell’albo d’oro dei vincitori ricorda anche un italiano, Gelindo Bordin, che si impose nel 1990 con 2h 08' 19”.
Simbolo della Boston Marathon è senza dubbio la Heartbreak Hill, la collina spaccacuore, una salita di 600 metri che si trova tra il trentaduesimo ed il trentatreesimo chilometro, l'ultima delle quattro colline che, tutte collocate nella parte finale del percorso, rappresentano il passaggio più difficile di tutta la maratona.
A tagliare il traguardo per primo, dopo 2h 9' 37”, è stato il keniano Geoffrey Kirui, che ha battuto l'americano Galen Rupp (bronzo olimpico alle Olimpiadi di Rio) in un testa a testa durato fino all'ultimo miglio della Bolyston Street, la stessa in cui ci furono le esplosioni nell'attentato del 2013. Terzo il giapponese Suguru Osako. Il Kenia ha fatto en plein con Edna Kiplagat, che ha vinto la maratona femminile con il tempo di 2h 21' 52”, seguita dall'atleta del Bahrein Rose Chelimo e dall'americana Jordan Hasay.

Comunicato stampa
22/4/2017

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