Manchette Tippi

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Si ritorna a votare per la Provincia. Il sindaco Cristaldi si dimette e si candida alla Presidenza? Un “esercito di mandarini” e “piccioni viaggiatori” già al lavoro per il nuovo “disegno” del territorio?

Abbiamo appreso che ieri all’Assemblea Regionale Siciliana è stato dato il primo via libera alla reintroduzione dell’elezione diretta del presidente e del consiglio delle Provincie (e anche il ritorno del gettone di presenza per gli eletti).

Ciò significa, ma era già abbastanza evidente, che la riforma (tanto così propagandata anche sui media nazionali all’indomani della sua elezione nel 2012) del presidente della Regione Rosario Crocetta (in foto n.2) è stata soltanto un fallimento, un pasticcio in ogni senso, con gli enti intermedi, le provincie siciliane, lasciate allo sbando attraverso la nomina di commissari. Adesso la politica siciliana, attraverso la Commissione Affari Istituzionali dell’l’Ars, torna indietro e reintroduce l’elezione. A votare favorevolmente in Commissione sono stati deputati del Pd, di Forza Italia, di liste civiche di centro, destra e sinistra, invece no da parte del M5S.

Qualora fosse votata in aula la proposta (crediamo di si in quanto ciò consentirebbe alle segreterie dei partiti di potere riallocare i trombati alle prossime elezioni regionali in un organo istituzionale garantendo un portafoglio di voti spendibili magari anche in prospettiva delle prossime elezioni nazionali già programmate ad aprile del 2018) in pratica a febbraio del nuovo anno i cittadini siciliani potrebbero già essere chiamati ad eleggere sia il presidente che il consiglio della Provincia di appartenenza.

La notizia del ritorno alle urne per la Provincia era già comunque nell’aria da alcuni mesi e già si prefigurano degli scenari, impensabili fino a qualche anno fa. Le elezioni provinciali dovrebbero essere nel mezzo di due altri grandi appuntamenti elettorali: le elezioni regionali (presidente della Regione ed i 70 e non più 90 deputati all’Ars) e, come dicevamo le elezioni politiche nella primavera del 2018.

Crocetta ManoI rumors indicano probabili sconvolgenti anche a livello comunale ed in particolare ci si interroga sulle scelte che farà il primo cittadino mazarese, Nicola Cristaldi (in foto di copertina), che nutre da sempre un certo fascino per le competizioni elettorali non nascondendo ad aspirare a nuove cariche per chiudere la sua decennale carriera politica; oltretutto la situazione politico-amministrativa nel Comune di Mazara del Vallo è abbastanza vischiosa considerate le diverse problematiche che attanagliano il territorio mazarese, vedi in primis la difficile gestione della raccolta dei rifiuti (differenziata e non).

Abbandonata l’idea di una discesa in campo alle Regionali, ove non gli sarebbe garantita una rielezione nonostante la creazione del più grande gruppo consiliare targato Fratelli d’Italia, Nicola Cristaldi potrebbe dirottare le proprie aspirazioni verso la Provincia dimettendosi alla fine dell’anno. Ovviamente una personalità del suo rango (essendo stato già in passato deputato nazionale e presidente dell’Ars) non aspirerebbe al ruolo di semplice consigliere provinciale bensì a quello di presidente della Provincia; ciò anche in considerazione che alcuni personaggi, possibili avversari nel centro destra, quali il sen. Tonino D’Alì e l’ex deputato Mimmo Fazio non attraversano un buon periodo in quanto impelacati in vicende extra politiche.

Probabilmente già Cristaldi, da autentico animale politico, ha già affilato le armi e starebbe lavorando al suo nuovo “disegno” attraverso accordi, forse addirittura bipartisan (cioè anche con il centro-sinistra) per la scalata alla prima poltrona della Provincia. Accordi che passerebbero ovviamente attraverso le prossime elezioni Regionali magari grazie ad accordi relativi ad un sostegno da parte del suo entourage che nel corso degli ultimi quattro anni ha cambiato diversi volti e nomi al fine di garantire la rielezione a sindaco nel 2014.
In questo contesto non sarebbe difficile immaginare un sostegno indiretto da parte dello stesso Cristaldi ad una compagine politica per le Regionali che vedrebbe al suo interno candidati con il quale lo stesso Cristaldi ha rotto ogni rapporto, anche personale, vedi l’ex deputato all’Ars Toni Scilla e l’attuale consigliere comunale Giorgio Randazzo, uno dei diversi giovani che eletto nelle file della coalizione Cristaldiana alle amministrative del 2014 si è poi dissociato.

Chissà che l’idea del primo cittadino mazarese non sia quello di garantire il sostegno elettorale ad una grande “centro destra allargato” (improbabile la possibilità di un sostegno a Nello Musumeci con il quale Cristaldi avrebbe rotto alcuni anni fa) con un candidato Governatore non propriamente politico al fine poi di ricevere sostegno in vista della elezione alla Presidenza della Provincia di Trapani. Forse a questo “disegno” stanno lavorando alcuni personaggi, anche consiglieri comunali, cioè avvicinare indirettamente le parti; sarebbe già stato sguinzagliato un “esercito di mandarini” ed un gruppo di “piccioni viaggiatori”?

Il “disegno” (lo chiameremo così) che poi sarebbe completato con le prossime elezioni comunali, che potrebbero avvenire sempre in tarda primavera del 2018, con la garanzia di una nuova Amministrazione comunale che protegga i “progetti” avviati da Cristaldi, una sorta di continuità ammnistrativa della Città cambiando però volti e forse marchio politico.

Un "disegno politico per il territorio", che così vedrebbe ancora una volta Cristaldi fra i protagonisti, che però potrebbe non trovare riscontro nella strategia nazionale e regionale del Pd che oggi, dopo le recenti Amministrative, accusa una flessione elettorale aprendo pertanto alla possibilità di replicare il “modello politico-elettorale” che ha portato alla rielezione di Leoluca Orlando a sindaco di Palermo.

Infine vi è il Movimento 5 Stelle che ha votato no alla proposta per il ritorno alle elezioni provinciali e che sarebbe pronto a conquistare il Governo dell’Isola con la candidatura alla presidenza di Giancarlo Cancelleri; l’elezione per le provincie (ed il ritorno anticipato delle elezioni comunali) potrebbe essere di “intralcio” (in quanto, come dicevamo, la elezione al Consiglio provinciale dei cosidetti trombati alle Regionali garantirebbe la “conservazione dei voti”) verso la vittoria alle Politiche del 2018. Legge elettorale permettendo.

Francesco Mezzapelle

12-07-2017 10,00

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