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Manchette Tippi

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Misteridicittà/Prezzi carburanti, il “caso anomalo” di Mazara del Vallo dove prezzi più alti di tutta la Provincia.

Differenza costo carburantiDiversi cittadini mazaresi ci scrivono in questi giorni lamentandosi che il prezzo della benzina e gasolio in Città non si è abbassato, nella misura in cui avvenuto in altre Città della Provincia, a seguito del ribasso negli ultimi mesi del prezzo del petrolio (a livello mondiale il prezzo del greggio si è abbassato fino a 30 dollari al barile).

Certamente risultano imbarazzanti le foto, molte delle quali pubblicate su facebook, che ritraggono le differenze dei prezzi alla pompa fra Mazara del Vallo ed altre Città, in primis rispetto al capoluogo di Provincia (vedi foto n.1 di qualche mese fa). Non si capisce il perché di queste differenze (da sempre) con le altre città della Provincia; qualcuno ci ha riferito dei prezzi più bassi in Provincia nei distributori di Castellammare del Golfo.

A Trapani (ma anche in città viciniore come Campobello di Mazara e Petrosino) il diesel costa di meno rispetto alla quasi totalità dei distributori mazaresi; le stesse differenze anche per la benzina che ha un prezzo, si sa, più alto.

Consultando il sito www2.prezzibenzina.it notiamo le differenze nei prezzi fra Mazara e Trapani (i prezzi da noi riportati sono aggiornati fra il 10 ed il 16 gennaio ed indicativi di una situazione, indipendentemente se self da aperto e servito).

A Mazara del Vallo il prezzo della benzina (al servito) è di 1,617 euro all’Ip di Piazza Termini, 1,465 euro all’Ip di via Giovanni Falcone e 1,484 euro all’Eni di via Castelvetrano, all’Esso sulla Ss115 il prezzo è di 1,439 più alto invece il prezzo negli altri distributori Esso in Città; nel distributore di via 7 giugno a Mazara Due il prezzo è di 1,442 euro a litro.

A Trapani il prezzo (self da aperto) della benzina la litro al rifornimento Eni di via Tenente Alberti è di 1,348 euro al litro, alla Q8 di via Conte Agostino Pepoli il prezzo è di 1,349 euro, all’IP di via lungomare Dante Alighieri il prezzo è 1,369 euro.

Mazara del Vallo presenta una specificità che forse sconosciamo? Esiste forse un "cartello" fra i diversi proprietari (in alcuni casi da non confondere con i gestori) dei distributori che ha deciso di non abbassare entro una certa soglia i prezzi? Ci sarà qualcosa o qualcuno che mantiene i prezzi più alti rispetto al resto della Provincia, ciò è innegabile. 

In questo caso l'Amministrazione comunale non ha potere di intervento sulla questione  ma può farsi promotrice della tutela dei cittadini segnalando, con documentazione da hoc, l'anomalia mazarese alle autorità competenti ed in particolare al Garante della Concorrenza e del Mercato ed alle associazioni nazionali dei consumatori. 

La questione è stata sollevata in questi giorni da alcuni movimenti politici, mentre si registra un silenzio assordante dei partiti, al Governo (Pd in primis) ed all’opposizione.

“A differenza dei prezzi del carburante tra la città di Trapani e Mazara è di circa 15-30 centesimi al litro. E’ da evidenziare –si legge in una nota del Movimento Diritto alla Città- che a Mazara le compagnie petrolifere praticano un prezzo altissimo, rispetto a Trapani, speculando in maniera vergognosa, tutto ciò a discapito dei consumatori Mazaresi. E’ arrivato il momento di porre fine a questa abominevole speculazione. Noi del Movimento Diritto alla Città sosterremo concretamente i gestori dei rifornimenti di carburante (vittime delle compagnie stesse) e se sarà necessario, saremo disposti a scendere in piazza organizzando una giornata di protesta contro le compagnie”.

Anche il Meetup mazarese del Movimento 5 Stelle ha affrontato la questione ed è intervenuto con il suo consigliere Nicola La Grutta che ha scritto: “Da portavoce in consiglio ho presentato una richiesta per poter trattare in un apposito consiglio comunale il seguente ordine del giorno: “prezzo dei carburanti a Mazara”. La richiesta si trova già in ufficio di Presidenza del Consiglio comunale. Naturalmente rivolgo l'invito a tutti i consiglieri comunali di Mazara a firmare la richiesta al fine di poter trattare la tematica in una seduta. Tantissimi cittadini hanno sollevato la questione e avanzato anche alcune proposte. Informarsi e verificare se vi sono le condizioni per venire incontro alle esigenze dei cittadini credo sia utile a tutta la collettività”.

Mazara del Vallo rappresenta un “caso anomalo” in un contesto quello italiano (e siciliano) già di per sè anomalo rispetto ad altri Paesi Europei (vedi foto n.2 relativa alla Germania). Non è un mistero che ad oggi che a gravare sui consumatori italiani sia il peso delle molte accise (applicate dai diversi Governi a partire dagli anni ’50) sul prezzo dei carburanti.

Distributori GermaniaPer i prossimi giorni Maurizio Micheli, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti (FIGISC CONFCOMMERCIO) dichiara che vi siano le condizioni tecniche per una diminuzione dei prezzi : “In una settimana, il greggio Brent di riferimento è sceso di -3,51 euro/barile, e, parallelamente con un cambio euro/dollaro in ripresa, si attesta su euro/barile 28,35 rispetto ai 31,86 di venerdì scorso; la quotazione internazionale mediterraneo dei prodotti lavorati è scesa per la benzina di -2,7 e di -3,4 cent/ litro per il gasolio (con IVA rispettivamente di -3,3 e -4,1 cent/litro). Rispetto alla dinamica dei prodotti sulla piazza internazionale del Mediterraneo, i prezzi praticati alla pompa in media tra “self” e “servito” in Italia da giovedì 7 gennaio sono diminuiti, sia per la benzina (-0,5 cent/litro) che per il gasolio (-1,2 cent/litro) – del tutto in linea con le nostre previsioni di venerdì scorso (variazioni in meno fino a 1,0 eurocent/litro) e, nel dettaglio, per la modalità “self”, la variazione è pari a -0,6 cent/litro per la benzina ed a -1,2 cent/litro per il gasolio, e per la modalità “servito”, la variazione è pari a -0,7 cent /litro per la benzina ed a -1,4 cent/litro per il gasolio, anche se i prezzi di listino delle compagnie – che è cosa ben diversa da quelli effettivamente praticati - hanno avuto, comprendendo anche la giornata odierna, una variazione di -2,6 cent/litro per la benzina e di -3,5 per il gasolio. Nella settimana, i prodotti in extrarete –continua Micheli- sono stati venduti dalle Compagnie petrolifere per propri gestori della rete di marchio - vincolati all’esclusiva di acquisto -, a prezzi di vendita mediamente più sostenuti nell’ordine di 26,3/26,7 cent/litro in modalità “servito” e di 15,1/15,3 in modalità “self” rispetto a quelli riservati agli operatori indipendenti (le “pompe bianche” e la grande distribuzione). In un mese esatto (ovverossia dal 15 dicembre 2015), le quotazioni internazionali del greggio sono scese di -4,1 cent/litro e quelle dei prodotti finiti sono variate di -4,8 cent/litro per la benzina e di -5,1 cent/litro per il gasolio (tutti valori con IVA), mentre i prezzi nazionali alla pompa sono variati di -2,8 cent/litro e di -7,3 cent/litro per il gasolio. Pertanto, a meno di drastiche variazioni in più od in meno delle quotazioni internazionali alla chiusura dei mercati di oggi o del tasso di cambio euro/dollaro, vi sono i presupposti tecnici – cambio in ripresa, quotazioni internazionali del greggio e dei derivati in continua diminuzione, marginalità positive nelle ultime settimane - per prezzi in decremento nei prossimi quattro giorni, con variazioni entro 1,5 cent/litro in meno nella media dei due prodotti benzina e gasolio e delle due modalità di servizio ‘self’ e ‘servito’”.

Infine lo stesso Micheli evidenzia e conferma il peso delle accise nel mercato italiano: “Al monitoraggio – effettuato in collaborazione con Assopetroli-Assoenergia - dei prezzi pubblicati dalla Commissione Europea risulta che in data 11 gennaio lo “stacco Italia delle imposte sui carburanti»” (ovvero quante imposte si pagano di più in Italia rispetto alla media dei 28 Paesi U.E.) è di +22,8 cent/litro per la benzina e +21,5 per il gasolio e le imposte incidono sul prezzo finale della benzina per il 68,24 % e per il 66,24 % su quello del gasolio)”.

Tra le accise che contribuiscono in maniera determinante sul prezzo del carburante, quelle più recenti riguardano: 0,04 euro per l’arrivo degli immigrati dopo la crisi libica del 2011; 0,0089 euro per l’alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011; 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” del dicembre 2011; 0,02 euro per il terremoto dell’Emilia del 2012. Fra quelle meno recenti vi sono quelle applicate per pagare i costi della guerra in Etiopia, della crisi di Suez, per le ricostruzioni a seguito del disastro del Vajont, per l’alluvione di Firenze o i terremoti del Belice, dell’Irpinia e del Friuli.

Del resto, stando a quanto riferito dall'Unione petrolifera, l'84% degli aumenti registrati dal 2010 ad oggi è di natura fiscale. Una cosa è sicura: gli italiani pagano di più i carburanti rispetto agli Paesi Europei, ed i siciliani più di tutti gli italiani. Paradossale se si pensa che in Sicilia viene raffinato il 40% del petrolio lavorato in Italia. Le compagnie petrolifere di distribuzione approfittano dello svantaggio dei siciliani di non potere usufruire di collegamenti via terra con le altre regioni? Il Governo regionale invece di favorire le trivellazioni nel Canale di Sicilia dovrebbe occuparsi di come superare i problemi strutturali e "ricontrattare" con le stesse compagnie petrolifere (Crocetta conosce bene quel mondo) agevolazioni per i siciliani che in questi decenni hanno pagato costi sociali ed ambientali altissimi con gli insediamenti industriali, da Augusta a Trapani, delle lobby dell'energia che hanno certamente "a cuore" la Città di Mazara del Vallo.

Francesco Mezzapelle

17-01-2016 12,30

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