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Confisca di beni all’imprenditore Moceri, il commento del sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione

Castiglione  firmapiantaSrrIn merito alla confisca da parte della Direzione Investigativa Antimafia di Trapani di beni per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro riconducibili all'imprenditore campobellese Andrea Moceri, 57 anni, e ad i suoi familiari, la nostra redazione ha contattato il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, per una commento sul provvedimento.

“Il provvedimento della sezione di prevenzione del Tribunale di Trapani –ha dichiarato Castiglione (in foto di copertina)- conferma definitivamente il sequestro preventivo disposto nel 2015 a seguito di un’operazione condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia che ha portato al sequestro di un ingente patrimonio di beni all’imprenditore campobellese Andrea Moceri. Con la certezza –ha sottolineato il primo cittadino campobellese- che altre operazione come questa potranno presto assicurare la sconfitta di qualunque forma di illegalità purtroppo presente nel nostro territorio, l’amministrazione comunale ribadisce piena fiducia e appoggio a tutte le forze impegnate con ogni mezzo per il rispristino della legalità”.

MocarIl Tribunale di Trapani ha dichiarato Moceri “persona socialmente pericolosa, perche' dedita in maniera abituale ad attivita' delittuose". Secondo il giudizio espresso dai giudici della Prevenzione, l'imprenditore campobellese, dedito da più di trent'anni alla commercializzazione di auto (vedi in foto n.2 una sua azienda), nuove e usate, anche sotto le insegne di importanti case automobilistiche internazionali, avrebbe posto in essere "condotte illecite volte a massimizzare spregiudicatamente i profitti delle sue attivita’, disvelando anche una notevole abilita' nella predisposizione dei mezzi per delinquere, che vanno dalla manomissione dei misuratori elettrici presso le sede aziendali, all'appropriazione indebita di merci e denaro liquido, all'assunzione in nero di lavoratori e alle minacce verso i propri dipendenti volte a costringerli ad accettare condizioni economiche deteriori rispetto a quelle risultanti dalle buste paghe”.

L'arricchimento conseguito mediante tali condotte, interamente sottratto all'imposizione fiscale, sarebbe stato reimpiegato da Moceri nella parallela illecita attività creditizia, costatagli anche alcuni processi per usura. Nel decreto di confisca l'indagato viene definito come una sorta di "banca privata". Tra le attivita' economiche illecitamente finanziate con denaro del Moceri, secondo gli investigatori, ci sarebbe l'oleificio denominato "Fontane d'oro sas", con sede a Campobello di Mazara, oggi in amministrazione giudiziaria, intestato a prestanome di Francesco Luppino, attualmente detenuto, indicato come elemento di spicco della locale famiglia mafiosa, ta gli uomini piu' fedeli, su cui puo' contare il boss latitante Matteo Messina denaro.

Il patrimonio confiscato a Moceri consta di 35 unita' immobiliari di varia dimensione e differenti destinazioni d'uso (locali commerciali, appartamenti per civile abitazione, rimesse); 35 appezzamenti di terreno di varia estensione a destinazione urbanistica; 5 compendi aziendali; quote di partecipazioni in societa' di capitali, vari conti bancari e polizze assicurative.

Francesco Mezzapelle

19-01-2018 15,00

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