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Mazara, Mafia, morto “Vito Coffa”, uomo d’onore dei “corleonesi” nel territorio trapanese

Si è spento all’età di 79 anni uno degli ultimi vecchi di “cosa nostra” nel trapanese. Si tratta del mazarese Vito Gondola meglio conosciuto come “Vito Coffa” e che di recente era stato nuovamente arrestato a seguito dell’operazione “Ermes” volta a sgominare la rete dei messaggeri del superboss latitante Matteo Messina Denaro.


Dopo l’arresto e ancor più dopo la morte del boss mazarese Mariano Agate, al quale era legatissimo (un messaggio al figlio maggiore di Agate ebbe a dire: “a te è morto il padre a me è morto un fratello”) “Vito Coffa” era divenuto il capo del mandamento mafioso di Mazara e referente dei “corleonesi”; poi era diventato il capo del clan dei “postini” del latitante Matteo Messina Denaro. Tra il 1977 e oggi Gondola è stato più volte arrestato e condannato, tra gli episodi sul suo conto emersi quello che per un periodo faceva da “autista” (con questo appellativo gli adepti del clan si riferivano a lui) al capo dei capi di “cosa nostra” siciliana, il corleonese Totò Riina.

Le vicende giudiziarie di “Vito Coffa” sono raccontate in diversi processi a cominciare da quello per il sequestro dell’esattore Luigi Corleo, mai più liberato e del quale non si è mai ritrovato il suo corpo. Successivamente è stato coinvolto nel processo a seguito del pentito di Campobello di Mazara Rosario Spatola, nel processo “Petrov”, nel maxi processo alla mafia trapanese denominato “Omega”.

Seppur tornato in libertà aveva ripreso in mano il suo ruolo di “uomo d’onore” e di capo del mandamento di Mazara. Negli ultimi tempi però le sue condizioni di salute era peggiorate fino alla morte avvenuta nel letto di un ospedale.

Francesco Mezzapelle

13-07-2017 13,30

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