Manchette Tippi

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Petizione per la segretezza del voto: unificare le urne di più seggi per eliminare il “voto controllato”

Il prossimo maggio i cittadini mazaresi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco della città, i componenti del Consiglio comunale; nella stessa giornata elettorale si voterà per le Europee (chissà forse anche la sorpresa di elezioni

per la Provincia). 

Ad oggi sarebbero otto i candidati sindaci, anche se i probabili partecipanti alla corsa per la poltrona di palazzo dei Carmelitani potrebbero ridursi a sei. Circa 600 invece sarebbero i candidati al Consiglio comunale. In questo scenario rischia di ripetersi, purtroppo, la vergognosa prassi del controllo del voto degli elettori, cioè emissari dei candidati che controllano i voti nelle sezioni per verificare la corrispondenza coi voti promessi: che schifo! Oppure gli stessi "mandarini" presenti davanti ai seggi per indirizzare, in maniera subdola o minacciosa, al voto cittadini ancora incerti: che schifo! Tutto questo si è pure verificato alle scorse elezioni.

 Una iniziativa che possono sostenere i liberi cittadini al fine di evitare la vergognosa prassi del voto controllato e per garantire la segretezza del voto è quella lanciata da "Libero Futuro", la rete delle Associazioni antiracket siciliane "Libero Grassi".

Ecco il messaggio lanciato da Libero Futuro: "La nostra libertà di voto oggi costa appena 50€. Se in Italia, e soprattutto in terra di mafia, i cittadini fossero effettivamente liberi di votare per chi vogliono, la qualità degli eletti sarebbe certamente migliore. Da tempo denunciamo questa vergognosa realtà ma nessuno prende provvedimenti; evidentemente il controllo del voto torna utile a molti. Abbiamo anche scritto al Presidente Napolitano nel marzo del 2012 ma non abbiamo ricevuto risposta.

L'Art. 48 della Costituzione fra l'altro stabilisce che: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto... Ma in Italia il voto non è segreto a causa di un sistema di scrutinio che consente ai candidati di effettuare un controllo pressocché assoluto. A conferma di quando andiamo dicendo è giunta di recente la "testimonianza" autorevole di Pietro Polizzi, mafioso di Campobello di Mazara TP, che in un'intercettazione spiegava alla madre: "Mi devono dare il numero di sezione e la scuola dove vanno a votare. Appena non spuntano (i voti e le preferenze) lo vedo, non si può scappare. Non è che mi possono dire sì e poi non vanno a votare". Per essere eletti talvolta sono sufficienti 4 o 5 preferenze a seggio; per cui, conoscendo il numero del seggio dell'elettore i malfattori potranno facilmente controllare se la promessa del malcapitato cittadino è stata mantenuta.

Il metodo è talmente efficace e collaudato che i pacchetti di voti sono messi in vendita. Numerose indagini di polizia hanno dimostrato la compravendita dei voti ed individuato il tariffario che, euro più euro meno, prevede 50 € per un singolo voto e 15.000 (con lo sconto) per i pacchetti di 500. "Duemila ora e tredicimila a cose fatte", spiegava il boss di Campobello di Mazara al figlio Pietro Luca. "Tredicimila quando affaccia 'u santu", quando esce il santo, ovvero il consigliere proclamato eletto.

Pertanto –ha sottolineato Libero Futuro- chiediamo la modifica del sistema di scrutinio che se venisse effettuato unificando le urne di più seggi renderebbe impossibile il controllo del voto espresso dall'elettore.
Se vuoi che il tuo voto sia effettivamente segreto vai sul link http://www.liberofuturo.net/?p=902 e FIRMA ADESSO.

Vai all'evento su Facebook "Petizione per la segretezza del voto". Scarica il modulo firme controllo voto 1 di amici, parenti e colleghi e una volta completatolo invialo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Invitiamo tutte le associazioni con le quali già collaboriamo e tutte quelle che si battono come in difesa dei diritti costituzionali di condividere questa battaglia di democrazia e civiltà".

All'iniziativa ha anche aderito l'associazione antiracket di Mazara del Vallo "Io non pago il pizzo...E tu?" presieduta dalla prof.ssa Francesca Incandela.

"Il sistema di controllo del voto –ha scritto Libero Futuro- è anche un antico vizio di tanti politici. In passato esisteva la preferenza multipla e agli elettori venivano consegnate delle sequenze di numeri che consentivano l'individuazione del voto in sede di spoglio. Contro quel sistema una parte del mondo politico gridò allo scandalo e condusse lotte memorabili. Oggi quasi nessuna forza politica si occupa più dell'argomento anche se nelle aule di giustizia frequentemente il fenomeno emerge anche in processi di mafia.

La legge prevede che lo scrutinio, per ragioni di celerità, si effettui nei singoli seggi dove il numero degli aventi diritto non supera le mille unità e quello dei votanti si riduce di almeno un terzo. Fin qui tutto normale; ma se si aumenta ad arte il numero dei candidati e delle liste in corsa si diminuirà automaticamente il numero di preferenze per candidato. Infatti, quelli di loro meglio piazzati prenderanno mediamente non più di 4 o 5 voti a seggio.

Pertanto, sapendo in quale seggio voterà il potenziale "sostenitore" (basta andare all'anagrafe) si potrà verificare facilmente se la promessa è stata mantenuta. Durante una delle ultime campagne elettorali siciliane un'indagine rivelò che alcuni collaboratori di un noto candidato di Palermo facevano veri e propri colloqui di lavoro a centinaia di persone promettendo posti sicuri in cambio dei voti e fotocopiando il certificato elettorale. La richiesta del certificato per farne copia serve sia ad individuare velocemente il seggio elettorale dell'elettore ma soprattutto è finalizzata ad intimidirlo ulteriormente con la minaccia del controllo in fase di scrutinio.

Questa è la ragione per cui il numero dei candidati alle elezioni comunali palermitane è addirittura raddoppiato e a Catania in una recente consultazione elettorale si è arrivati ad una scheda lunga più di un metro.

Gli anni scorsi questo problema fu posto da alcuni politici e parlamentari regionali (Arcuri, Ferro e Orlando) che predisposero un disegno di legge che modificava il metodo di scrutinio unificando i seggi e rendendo impossibile il collegamento fra l'elettore ed il suo voto; ma la loro meritoria iniziativa fu ignorata. Da allora la situazione è peggiorata progressivamente e nessun altro si è posto il problema.

Il controllo del voto era già in uso nella prima repubblica e Nanni Moretti ne "Il portaborse" ne spiegò il sistema in uso a quei tempi. Anche in diverse intercettazioni di mafiosi si parla spesso di compravendita dei voti".

25-02-2014 9,20

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