Manchette Tippi

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Allestito il presepe dei migranti. Messaggio di Natale del vescovo Mogavero

San Francesco, nel Duecento, elaborò qualcosa di "diverso": era il presepe con i pastori e i poveri. Nella chiesa di Sant'Antonio di Padova a Mazara Due, il Movimento Adulti Scout Cattolici ha, invece,

pensato di realizzare il presepe con i "diversi del nostro tempo": i tanti migranti che affidano la loro vita al mare, al mare Mediterraneo e non sempre riescono ad approdare sulle coste siciliane. «Questa è la tragedia che abbiamo cercato di rappresentare nel nostro presepe – spiegano i volontari – la tragedia di tanti uomini, donne e bambini, i tanti "anonimi diversi", i nostri fratelli della riva africana che spesso non ce la fanno». Il presepe (vedi foto) può essere visitato tutti i giorni, dalle 17 alle 19, sino al 6 gennaio.

Ecco invece il messaggio per il natale 2013 del Vescovo della Diocesi Domenico Mogavero:
"È ormai da tanto che lamentiamo i costi di una crisi che per molti assume i toni della disperazione. si rischia di essere ripetitivi nel chiedere a chi di dovere il possibile e in qualche situazione l'impossibile per non far pagare ai più indifesi il prezzo più alto di una congiuntura senza fine. Questo stato di cose rende assai arduo dire una parola serena e beneaugurante in prossimità di feste come il natale che richiamano gioia, calore familiare, rapporti riconciliati, gusto della vita. tuttavia, guardando a Betlemme una famiglia raminga che "festeggia" su una mangiatoia il neonato figlio di Dio, si ritrova il coraggio di parlare. soprattutto l'audacia di annunciare e augurare una gioia fatta non di frivolezze o di scorpacciate, ma di sentimenti veri e semplici, con lo slancio spirituale che avvicina Dio. In ogni caso, per accostarsi al Dio dal volto umano, tenero e materno, occorre avvicinarsi all'uomo, immagine di Dio. Per amare Dio sommo bene, bisogna imparare ad amare l'uomo, piccolo e fragile. Per sperimentare la pace annunciata dagli Angeli ai pastori, uomini semplici con l'odore delle pecore, è necessario liberarsi da pregiudizi, egoismo, superbia e arroganza. la via della gioia pulita e genuina del natale passa per questa strettoia, assai simile alle strette viuzze che condussero la famiglia di Nazareth nella casa che li ospitò in attesa del lieto evento. se il figlio eterno del Padre fosse nato in una reggia, di sicuro, sarebbe stato negato agli umili e agli ultimi, i primi del regno, e la gioia di pochi non sarebbe stata condivisa dai molti. Dio, però, sa quel che fa e sa come assecondare i suoi prediletti. In questo contesto accessibile a tutti diventa facile augurare un natale sereno e bello perché vero, fatto cioè di tutto ciò che ci appartiene: gioie e dolori, vita e morte, agi e povertà, luci e ombre. un natale che avvicina Dio e l'uomo, il cielo e la terra, l'uomo all'uomo. Tanti auguri a tutti".

23-12-2013 15,00

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