Manchette Tippi

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Mazara, al via i saldi invernali ma pochi soldi nelle tasche dei cittadini. E molti vanno a comprare fuori città.

Mazara sconti2017Anche se non ufficialmente erano iniziati prima di Natale, dal 2 gennaio sono iniziati anche a Mazara i saldi invernali (dureranno fino al 15 marzo). Le promozioni quest'anno rispetto agli anni precedenti si presentano come delle vere e proprie svendite con ribassi che raggiungono già il 50%.

Le vendite natalizie non sono state positive come del resto anche la stagione autunno-inverno, nel suo complesso, non è stata brillante, considerando le rimanenze attualmente disponibili.

Anche quest’anno le famiglie mazaresi hanno accusato il duro colpo ricevuto dalle ingenti tasse pagate nel mese di dicembre. Fra l'autunno e l'inverno alcuni grossi negozi e boutique del centro, in particolare Corso Umberto I e Corso Vittorio Veneto hanno chiuso i battenti. Ma, purtroppo, non finisce qui, si dice infatti che altre attività una volta finito il periodo dei saldi sarebbero pronte a chiudere. D'altronde la Città vive da alcuni una crisi economica quasi irreversibile a causa del venir meno dell'apporto del comparto peschereccio (e dell'indotto che ruota attorno ad esso).

Purtroppo altri comparti, in primis il turismo, stentano a decollare, ed altre attività, quali i servizi, sono poco sviluppate; così si spiega il proliferare nel territorio cittadino di centri di accoglienza per migranti, di esercizi di compravendita di oro ed argento, e di attività legate alle scommesse sportive.

Bisogna anche dire che molti mazaresi negli ultimi anni tendono a recarsi nei grandi centri commerciali di Città viciniore, vedi in primis nella vicina Castelvetrano, dove tutto l’anno vi è una maggiore scelta e a buon prezzo. Una minoranza invece acquista abbigliamento anche sui vari siti internet specializzati. (in copertina una foto scattata il 2 gennaio in Corso Umberto I)

Le migliaia di universitari e lavoratori fuorisede invece preferiscono spendere, avendo più possibilità di scelta, nelle città nelle quali si sono trasferiti appunto per lo studio e lavoro.

Purtroppo, come già evidenziato negli anni scorsi, può capitare che dietro alle grosse percentuali di saldo si nascondano delle vere e proprie truffe.

Ecco pertanto un decalogo redatto dal Codacons per districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti:

1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E' improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3) Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l'effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l'acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell'articolo guardando l'etichetta che descrive la composizione del capo d'abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

5) Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto). Un commerciante, salvo nell'Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell'acquisto.

7) Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Prova dei capi: non c'è l'obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

Francesco Mezzapelle

04-01-2017   7,45

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