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Mazara, per Goletta Verde fortemente inquinato tratto di mare foce fiume Delia. E le 'tre vele' di Legambiente allora?

GolettaVerde2016Un tratto delle spiagge mazaresi sarebbe fortemente inquinato ed in particolare quello della foce del fiume Delia. Ad averlo stabilito è stato Goletta Verde, imbarcazione di Legambiente celebre per il suo ormai trentennale lavoro di analisi e difesa delle acque marine, ha concluso il lavoro di monitoraggio delle coste siciliane, ma i dati non sono rassicuranti.

Il giudizio di Goletta Verde viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (enterococchi intestinali, escherichia coli) sulle acque costiere e su quelle di transizione, ovvero in prossimità della foce di un fiume.

Legambiente ha preso in considerazione i luoghi di balneazione più frequentati durante la stagione estiva e, in particolar modo, quelli segnalati dai cittadini attraverso il servizio "SOS Goletta".

Luoghi, in sostanza, dove l'assenza e il malfunzionamento dei depuratori, la persistente presenza di scarichi a mare e di torrenti inquinati e la presenza di rifiuti plastici sono ancora problemi troppo sottovalutati, nonostante proprio a causa di questi la Sicilia sia già stata sanzionata dall'Unione Europea.

Due campionamenti fortemente inquinati anche in provincia di Trapani, alla foce del canale nei pressi dello scarico del depuratore nella frazione di Marinella di Selinunte (Castelvetrano) e alla foce del fiume Delia (Mazara del Vallo). (vedi foto n. 1 mappa campionamenti di Goletta Verde). Lo scorso anno GolettaVerde definì entro i limiti di legge i valori prelevati nello stesso tratto mazarese.  

Questo dato contrasta con quanto diramato nei giorni scorsi dal Comune di Mazara del Vallo che ha annunciato “l’acquisizione per il quinto anno consecutivo delle tre vele di Legambiente relative alle coste ed il mare di Mazara del Vallo"?. Questo è quanto si legge nel comunicato diffuso dal Comune lunedì 18 luglio:

“Anche quest’anno la nostra Città ottiene il riconoscimento delle tre vele blu da parte di Legambiente. Un ottimo risultato che se da un lato ci gratifica per il lavoro svolto, dall’altro ci spinge a fare ancora di più e meglio per ottenere ulteriori riconoscimenti”.
Lo ha detto il Sindaco di Mazara del vallo, on Nicola Cristaldi, dopo l’assegnazione da parte di Legambiente anche per il 2016 delle tre vele Blu per le coste e il mare di Mazara del Vallo.
“Un’ulteriore conferma – ha aggiunto il presidente di Legambiente Mazara, Francesco Sferlazzo – che certifica la bellezza e la buona qualità delle acque e della costa di Mazara del Vallo. Come circolo di Legambiente – ha proseguito Sferlazzo – monitoriamo costantemente il territorio comunale e apprezziamo ogni sforzo che viene fatto in direzione della salvaguardia e valorizzazione ambientale”.
Le vele sono un riconoscimento che annualmente Legambiente attribuisce alle località di mare e certifica lo stato di salute dalle costa, la pulizia del mare e la qualità dei servizi. A ciascuno comune viene assegnato un punteggio da 1 a 100 che è poi sintetizzato nell’assegnazione delle vele. Le vele assegnate vanno da un minimo di 1 a un massimo di 5.

Depuratore comunale Contrada Bocca ArenaMa allora il Rapporto 2016 di Goletta Verde sempre di Legambiente? Come stanno allora effettivamente le cose in merito al tratto di mare antistante la foce del fiume Delia, cioè quello della spiaggia di San Vito?

La questione ovviamente rimanda a quella del depuratore comunale (vedi foto n.2) di contrada Bocca Arena i cui reflui, prodotti dal processo di depurazione, attraverso un pennellone dovrebbero essere sversati al largo della stessa costa. Sull’adeguato funzionamento del depuratore vi è un contenzioso far il Comune e la Regione Siciliana a seguito della revoca dell’autorizzazione relativa allo stesso impianto.

I dati siciliani di Goletta Verde sono stati così commentati dal portavoce di Legambiente Mariateresa Imparato: “La cosa più allarmante –ha dichiarato a La Repubblica il 20 luglio- è che almeno dieci di questi punti sono altamente frequentati da bagnanti come la spiaggia di Terrasini sotto Palazzo D’Aumale, Trappeto, Mazzara, Licata. E spesso mancano anche i cartelli di divieto di balneazione. Della mancata depurazione, a farne le spese saranno i cittadini. Sono infatti passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Secondo il rapporto della “Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche” la multa in arrivo sarà di circa 185 milioni di euro, la più alta in Italia, pari a 37 euro per ogni cittadino”.

Francesco Mezzapelle

24-07-2016 13,00

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