Manchette Tippi

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Assemblea coordinamento 9 dicembre. Pochi mazaresi. Accardo: "Inviteremo noi stessi la gente a scendere per le strade"

coordin 9 dic aula consUn'assemblea cittadina poco partecipata quella che si è svolta ieri sera all'interno delle solenni mura dell'aula consiliare "31 marzo 1946" (nella foto). Un'adunanza andata semideserta, che era stata indetta dal

"Coordinamento autonomo 9 dicembre" di Mazara e che ha visto la partecipazione di non più di una cinquantina di cittadini fra componenti del movimento, disoccupati, lavoratori, semplici curiosi, un solo volto politico conosciuto a Mazara, e alcuni attivisti di qualche città della Provincia.

Era in fondo un'assemblea aperta a chiunque, dove ognuno avrebbe avuto la possibilità di parlare, "di fare delle proposte per decidere le azioni da intraprendere per la grave crisi economica della città e di tutta Italia", ma in pochi però hanno preso la parola. Prevista per le ore 20, la riunione è in realtà iniziata intorno alle 21. Il responsabile del Coordinamento 9 dicembre, Gaspare Accardo, ha atteso fino all'ultimo che l'Aula si riempisse, ma poi, viste le aspettative deluse, ha preferito iniziare.

Ed ha iniziato con parole dure. "Poche persone questa sera. Chi non è venuto, non sta capendo la reale crisi di cui siamo vittime. Questo governo ha fallito. La gente non ha capito la vera realtà. Noi è dal 9 dicembre che protestiamo; a Roma, il 9 febbraio, a due passi da Montecitorio, abbiamo visto la disperazione protestare. Io faccio parte della categoria degli autotrasportatori - prosegue Accardo - e posso dire che ci hanno tagliato i fondi, non ci erogano più gli ecobonus e subiamo dei costi stratosferici di ogni tipo. L'Italia è fallita. Cambiano i Governo, ma senza il voto degli italiani. Ma la cosa più grave è che la gente non esce dalle case.."

Era presente anche uno dei coordinatori "9 dicembre" da Trapani, Paolo Giambino: "Il problema non è il Governo né la politica. Siamo in un punto di non ritorno. Nei prossimi mesi succederà qualcosa.. ci potranno togliere tutto, ma non la dignità. L'euro è stata una fregatura per l'Italia e un vantaggio per gli altri Paesi. Tutti i cittadini hanno problemi, dai commercianti agli edili, c'è chi tira a campare ancora con i mille euro al mese.. ma tra poco si comincerà a manifestare con la forza dei numeri. Io sono invalido - afferma - e non lavoro da tre anni, ma da poco abbiamo aperto a Trapani un ufficio, un Caf gratuito, come deve esserlo, per tutti quelli che ne hanno bisogno".

Alcuni commercianti mazaresi hanno pure preso la parola ed espresso le loro idee, come il signor Bono, negoziante di corso Vittorio Veneto: "Il problema è grave, molto grave. Fra sei mesi non riusciremo a pagare la bolletta della luce sicuramente, allora cerchiamo di fare sentire la nostra sofferenza. Noi continuiamo a pagare le tasse, ma la nostra categoria non ha nemmeno i soldi per pagare i fornitori... Dove sono le altre persone che hanno problemi come noi? La politica ci ha plagiati. Non fidatevi dei politici - continua Bono - perché non possono far nulla. La globalizzazione obbliga a cedere il passo, ci hanno schiavizzati attraverso la moneta, ma attività come l'agricoltura, la pesca, l'artigianato, sono morte. Fra qualche anno saremo una massa di schiavi morti di fame. Ma ci vuole una nuova società, nuove forme di produzione, anche lavori umili ma svolti con dignità. Una nuova società è possibile, c'è bisogno di una rivoluzione culturale".

Ma è il coordinatore Accardo che, concludendo, ammonisce severamente buona parte della cittadinanza mazarese rea, secondo lui, di non aver risposto all'appello del movimento del 9 dicembre di Mazara. "Dov'è il comparto pesca? Forse aspettano il messia dall'alto? Stanno peggio di noi, cosa aspettano a muoversi? Non si riesce a trovare la forza delle azioni.. Qui non facciamo politica.. la nostra è solo un'unione di cittadini per tentare di risolvere i problemi. Io stesso ho un'attività e non mi fermo, non mollo, noi crediamo nel futuro".
"Alcuni professionisti, avvocati mazaresi - afferma infine - ci hanno dato la disponibilità a aiutare le persone in difficoltà. Ma chi lo cambia il sistema se la gente non si muove? Noi continueremo, andremo noi stessi nelle case a suonare i campanelli e a fare scendere la gente per le strade con noi".

Vincenzo De Santi

22/02/14  11,40

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