Manchette Tippi

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Niente pane la domenica? Comprate le brioches

Maria AntoniettaAffamati lettori, narra la leggenda che Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVI, re di Francia, informata del malcontento della popolazione dovuto dalla carenza di pane in città, rispose in modo sprezzante, “Se non hanno pane, che mangino brioches!”. Sennonché era domenica e un regio decreto aveva stabilito che nei giorni di domenica e nei festivi era vietata la panificazione, di conseguenza i fornai erano chiusi e quindi, anche volendo, non c’era modo di procurarsi le brioche.

Il popolo esasperato, venuto a sapere di questa affermazione insolente, si sollevò e scoppiarono tumulti che portarono tre giorni dopo alla presa della Bastiglia e allo scoppio della rivoluzione francese.

Sarebbe bastato che la i panificatori riuniti in categoria avessero deciso un calendario di apertura domenicale e festiva per turnazione per cambiare il corso della storia.

Ma la storia si ripete e così la Regione Siciliana, con il decreto del 10 Ottobre 2017, ha stabilito il divieto di panificazione nelle giornate festive e mi aspetto che una tale decisione sia stata presa a seguito di una precisa richiesta degli appartenenti alla categoria.

Però, come la maggior parte delle leggi italiane e in particolare siciliane, vengono previste delle deroghe. Come dire, ti vieto una cosa però prevedo delle deroghe, che si possono facilmente applicare, in modo tale che alla fine continui a fare un po’ come ti pare, a termini di legge però.

Le amministrazioni comunali quindi si sono affrettate a convocare delle riunioni, per sentire le categorie interessate dal provvedimento e decidere il da farsi e in particolare, durante la riunione tenutasi a Mazara, organizzata dalla CNA, con la presenza degli assessori Vito Billardello e Vito Vassallo e del Comandante della Polizia Municipale Col. Salvatore Coppolino, la maggioranza dei panificatori ha deciso per la linea dura, la domenica niente pane.

Molti hanno approvato questa decisione con soddisfazione, io sinceramente la trovo ridicola.
Andiamo con ordine e analizziamo vari problemi.

E’ giusto chiudere la domenica, tutti hanno diritto al riposo nei giorni festivi”.

Vero. Fare il fornaio è un lavoro duro che richiede tanti sacrifici, fatto ad orari impossibili. Però, cosa vietava, prima del decreto, ad un fornaio di chiudere. Se sei un fornaio con una attività autonoma che ritiene doveroso riposare le domeniche e i giorni festivi, chiudi. Fine della discussione.

Perché chi invece vuole restare aperto e panificare deve essere obbligato a chiudere?
L’atteggiamento che ha spinto la maggioranza a prendere questa decisione è tipicamente siciliano e viene illustrato in modo esemplare dal seguente brano:

Chi non la conosce tende a sottovalutare la diffidenza che gli abitanti dell’isola si tributano reciprocamente. Vale dunque la pena di riferire la storiella esemplare che riguarda proprio l’inimicizia che avvelena i rapporti fra vicini. Si racconta che Dio, per mettere pace tra due pastori che da anni erano in lite per questioni di pascolo, andò da uno dei due e gli disse: “Ti darò qualsiasi cosa tu mi chieda, ma sappi che al tuo vicino ne darò il doppio” Il pastore fu spiazzato dall’offerta, quasi irritato.
Qualsiasi bene lui pensasse, si struggeva al pensiero che il suo avversario ne avrebbe avuto il doppio di lui. Si macerò a lungo prima di risolversi a rispondere: << Cavami un occhio >>. … [L'arte di annacarsi: Un viaggio in Sicilia - Di Roberto Alajmo]

Se chiudo io devono chiudere tutti. Mi aspetto quindi che i panettieri la domenica non vadano al cinema o al ristorante o al bar, perché anche per loro vale il discorso del risposo sacrosanto, dovrebbero chiudere obbligatoriamente pure loro.

E’ quindi evidente che una tale richiesta appare anacronistica, in una città che vuole offrire dei servizi appena decenti ai cittadini e con le così tanto sbandierate vocazioni turistiche.

Un turista troverebbe più divertente una martellata sui kiwi anziché passare la domenica in una città dove tutto è chiuso.

In ogni caso chi vuole comperare il pane la domenica lo può tranquillamente trovare presso i grandi supermercati come LIDL & Co. che forse non aspettavano altro. E ci mancherebbe pure.

Eh si però è un pane preparato industrialmente, congelato e fatto con prodotti non italiani”.
A parte il fatto che le farine ottenute da grano importato sono “made in Italy” se l’ultima trasformazione avviene sul territorio nazionale, l’Italia non produce abbastanza grano per il nostro fabbisogno industriale. Magari state mangiando già prodotti fatti con questi grani e non lo sapete.

Ma, ammesso e non concesso, a me interessa che un prodotto sia fatto bene e mi dispiace deludere molti ma noi non abbiamo l’esclusiva delle cose fatte bene.

Al McDonald's, una volta, ho trovato un cartello con su scritto “Solo carne Italiana”, mi aspetto quindi di trovare la stessa identica dicitura in un cartello di un McDonald's a Vienna o Londra e i viennesi o i londinesi dovrebbe sentirsi rassicurati ed entrare a frotte. Chissà perché non penso che sia così, a Vienna ci sarà scritto “Solo carne Austriaca” e a Londra “Solo carne Inglese”.

Ognuno c’ha la fissa che le materie prime che vengono dal proprio paese sono le migliori mentre gli altri chissà cosa ci mettono.

In conclusione, questa decisione è frutto di una idea protezionistica corporativa anacronistica che ha come unico risultato quello di danneggiare chi vorrebbe usufruire di un servizio, cittadino o turista.

Per carità, senza pane fresco la Domenica si può vivere, come un tempo, come anche senza cinema, bar o ristorante, quindi chiudete tutto, che a Mazara non c’è niente da fare la Domenica.

Augusto Verdirame

05/12/2017

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