Manchette Tippi

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Mazara, la CGIL torna a parlare delle condizioni del porto canale

Per il porto canale di Mazara non ci potrà essere nessun futuro, né alcuna possibilità di riqualificazione e di rilancio, se questa amministrazione comunale e il gruppo di interessi che fa capo al quello che impropriamente viene definito distretto produttivo della pesca non riescono ad uscire dagli schemi che hanno determinato l’attuale paralisi.
Legare esclusivamente alla colmata B e negare un’altra possibilità di conferimento dei fanghi, significa impedire il dragaggio del porto canale. L’insistenza ossessiva sulla colmata “B” sin qui ha creato divisioni, conflitti e perdita di tempo. Se ci fosse stato lo stesso impegno e lo stesso accanimento a trovare soluzioni alternative, il porto canale sarebbe stato dragato già da molti anni e forse più di una volta.
Questa amministrazione comunale e questa ottusa e miope classe dirigente, coltivando interessi speculativi e di parte rischiano di compromettere lo sviluppo economico e sociale dell’intera città.
Bisogna con urgenza trovare un percorso nuovo per il dragaggio del porto canale, che non riguardi soltanto la zona dell’imboccatura, all’interno di un progetto più ampio e articolato.
Occorrono investimenti più consistenti. Le risorse ci sono, mancano le pubbliche amministrazioni capaci di intercettarle e di fare partire i progetti.
E’ illusorio pensare a un rilancio di un’economia dei trasporti, dei traffici commerciali e passeggeri senza un aumento dei fondali. Il porto canale, il porto nuovo, il mare stesso sono delle risorse che possono produrre ricchezza e occupazione per il nostro territorio soltanto se interessano un sistema articolato di imprese economiche di carattere turistico, commerciale e/o industriale, compatibili e sostenibili, ben oltre il tradizionale settore della pesca, che pur mantenendo un ruolo importante, oggi non appare più predominante.
Bisogna abbandonare le vecchie logiche speculative e parassitarie, facendo subito quello che è possibile fare, a cominciare dalla eliminazione degli scarichi fognari, alla rimozione dei relitti, risolvendo il problema della illuminazione, al fine di garantire il recupero della piena funzionalità del porto e delle banchine.
Coloro che hanno queste competenze si assumano le loro responsabilità, senza ulteriore perdita di tempo. Non servono le fantasticherie dell’attuale sindaco di Mazara, ma occorre fare quello che è utile e necessario.
Ogni decisioni, tuttavia, deve essere adottata nei limiti e dentro i vincoli che la legge impone.
Ci sono limiti e vincoli normativi, infatti, che nemmeno un monarca, o chi agisce come tale, può superare.
Nelle scienze economiche e sociali le situazioni di paralisi non esistono. Spesso sono determinate dalle visioni e dagli interessi particolari, che ci impediscono di vedere oltre gli schemi adottati.
Ma c’è sempre una via d’uscita!
Il porto canale e il fiume Mazaro sono i luoghi della nostra storia, dove sono radicate le nostre tradizioni. Lì c’è la nostra cultura, ci sono le nostre esperienze vissute, i nostri ricordi. Non averne cura è un crimine contro la nostra vita!
La Cgil ha già da tempo indicato le possibili soluzioni, nell’interesse di questa città e dei cittadini mazaresi.
Restiamo sempre disponibili a un confronto nel merito delle questioni, al fine di contribuire alla soluzione di questo e di altri problemi della nostra città.

Comunicato stampa
21/11/2017

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