Manchette Tippi

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Mazara, grossi disagi per i turisti senza bagni pubblici (da un anno chiusi). Al loro posto la Giunta Cristaldi creerà un acquario...

PiplungomareNei giorni scorsi facendo una passeggiata sul lungomare mazarese, nel tratto antistante la scalinata di piazza Mokarta, proprio davanti la scaletta che conduce alla neonata “spiaggia in Città”, ho assistito ad un fatto che mi ha fatto riflettere... In pratica, ho visto una signora, una turista, che faceva fare la pipì al suo bambino nell’aiuola circostante ad un albero (vedi foto di copertina), la signora ha agito, per la verità, con molta discrezione coprendo con il proprio corpo il bimbo e aiutandolo ad espletare il suo bisogno. Ovviamente sull’episodio potrebbero esserci pareri diversi sulla decisione della signora ma è anche vero che proprio davanti a quel tratto fino ad un anno fa, prima che l’Amministrazione Cristaldi ne determinasse la chiusura, esistevano i bagni pubblici. Chissà forse quella stessa turista se i bagni pubblici fossero stati aperti avrebbe attraversato la strada e condotto il proprio bimbo in quel luogo a fare la pipì.

Da circa un anno sono chiusi gli “storici” bagni pubblici che si trovano sul lungomare Mazzini. Lo dispose con propria direttiva, a fine agosto 2016, il sindaco Nicola Cristaldi. Nell’atto non vennero riportate le motivazioni di tale decisione, ma si fece riferimento alla “necessità” di chiudere i bagni e al fatto che in città ci siano “numerosi spazi pubblici e attività commerciali dotati di servizi igienici correttamente tenuti in termini di pulizia e, all’occorrenza, messi a disposizione della cittadinanza”. Il dipendente comunale in servizio presso i bagni pubblici venne spostato in altro settore.

Ancora oggi molti cittadini si chiedono il perché della decisione di chiudere quei bagni pubblici, che certamente però andavano riammodernati e resi più decorosi, adiacenti alla scalinata che conduce in piazza Mokarta e sottostanti alla terrazza da qualche anno utilizzata da un’attività di ristorazione.

Bisogna ricordare che chiedere di utilizzare il bagno di un locale pubblico con la scusa di prendere un caffè o altro è un vezzo italiano, anzi meridionale, in quanto in altri Paesi e nel centro-nord dell’Italia esistono da sempre i bagni pubblici al centro della città e vengono molto utilizzati. La turista olandese o il turista americano non penseranno mai di propria volontà di utilizzare un bar o una pizzeria soltanto per espletare i propri bisogni, ovviamente solo in casi di estrema necessità, ma ad ogni modo sarebbe per loro un grosso disagio.

Nel consiglio comunale dello scorso 5 giugno il vice sindaco Silvano Bonanno, rispondendo ad una richiesta del consigliere Andrea Burzotta sul perché fossero stati chiusi i bagni pubblici, così ribadì: “per i bagni pubblici, i turisti e cittadini possono utilizzare attività commerciali”. E poi annunciò: “nei locali degli ex bagni pubblici del lungomare saranno trasformati in un acquario”.

Così nell’elenco del piano annuale 2017 fra gli interventi che andrebbero realizzati con la contrazione di un mutuo di 5 milioni 689 mila euro dalla Cassa Depositi e Prestiti (sono soldi che il Comune dovrà restituire negli anni successivi con relativi interessi) vi è il progetto per il riuso dei locali ex gabinetti pubblici del lungomare Mazzini da adibire ad acquario (200 mila euro). Chissà forse un giorno i turisti (anche quelli che usufruiranno della spiaggia in Città) che avranno la necessità di andare in bagno, transitando in quel tratto del lungomare, alla vista dei pesci dell’acquario distraendosi potranno rallentare il proprio bisogno…

Francesco Mezzapelle

07-08-2017 10,00

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